Feste

Sabato ho festeggiato il mio compleanno. Era da molto tempo che non cucinavo per tante persone e da tanto tempo che non cucinavo un granché in generale. Così mi sono data una bella sfogata anche per scaricate lo stress dell’ultimo periodo lavorativo.

Questo il menù:

– polpettine ricotta, zucchine e limone

– insalata di patate con cipolle caramellate

– torta salata vegan con zucca, cipolla, curry, uvetta e noci sbriciolate

– torta salata con broccoli ripassati in olio all’aglio e ricotta

– focaccia ripiena di broccoli e acciughe

– focaccia bianca con patate, zucchine e rosmarino

– pizza margherita

– pizza rossa aglio, acciughe e capperi

– pizza bianca zucca, cipolla e gorgonzola

– pizza rossa con cipolle e grana

– pizza rossa cipolle e zucchine

– pizza bianca con cipolla, gorgonzola, noci e uvetta.

– un’enorme pentola di lenticchie al sugo preparate da mio padre come sostegno 🙂

E per dessert: mascarpone coi frutti di bosco 🙂

Credevo di aver esagerato e invece non è avanzato nulla! È stata una bella festa, con belle persone e altre che pur assenti sono state ugualmente vicine. Ho ricevuto in regalo qucosa che pensavo di rifare da tempo: l’abbonamento all’Internazionale. Tentennavo perché ai tempi in cui settimanalmente la copia mi arrivava in buchetta ero arrivata ad un punto in cui spesso aprivo il numero nuovo senza aver letto nemmeno metà di quello vecchio. Ma questo regalo porta in se un ottimo proposito: quello di essere metodica nella lettura di questa amata e utilissima rivista. Anche perché mi rendo conto che da molto tempo non leggo più con assiduità i giornali. Giusto qualche articolo ogni tanto da Valigia Blu, Left e, appunto dall’Internazionale.

Quali sono i quotidiani di cui vi fidate? Che non vi deludono? Io non ne ho.

Il mio compleanno apre le porte ad un periodo di riflessioni che si susseguono con l’arrivo del Natale e il momento della fine dell’ anno e tutte e tre insieme queste ricorrenze mi portano in manieta diversa a fare il punto su di me, la mia dimensione interiore, le cose fatte, le cose che vorrei fare e che vorrei si realizzassero.

In questi giorni sto leggendo i Diari di Etty Hillesum, di cui ho parlato nel post precedente: una donna forte, di una forza interiore fulgida, prorompente capace di andare oltre all’orrore. Una donna con la ferma volontà di celebrare la vita.

E la parola “celebrazione” è quella che sento mia in questo periodo.

Celebrazioni, riti, raccoglimento: tutti gesti pieni di un senso profondo difficile da spiegare a parole. Ma forse è questo il senso: non è questo per me il momento di spiegare, ma di celebrare la vita. Vivere.

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