Troppa felicità

Arrivata in stazione mi sentivo fortunata per il fatto che il mio treno (ancora direzione sud) non avesse ritardo, a differenza di quello per Bologna, in ritardo di 95 minuti. Salgo e mi dirigo fiduciosa verso il mio scompartimento. La porta è chiusa e le tende tirate, cosa che non promette nulla di buono. Apro e trovo dentro cinque esemplari di giovani maschi alfa, svaccati sui sedili e soprattutto senza scarpe, una puzza di piedi che manco negli spogliatoi delle medie dopo la corsa campestre.

Addio comunismo, addio socialismo. Voglio una vita borghese, con quelle comodità tipo viaggi di ore senza temperature da carro bestiame, senza bambini urlanti e ragazzi cafonissimi. Addio ecologia.

Treno ti amo, ma la nostra relazione così non può più continuare.

E grazie Alice Munro, per avermi tolto parole di bocca.

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11 pensieri riguardo “Troppa felicità

    1. Vero! Dunque dal mio commento di allora io ho imparato ad amare la Munro (avevo provato tempo fa con un’altra raccolta, ma non mi aveva conquistata). Tu hai avuto modo di conoscere la Strout?

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      1. e questo non è giusto. tu avevi prenotato quel posto…però capisco la situazione…

        Per me il malcostume e la cafoneria non hanno colore, nazionalità, ideologia, classe sociale, religione.

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      2. Certo che non è giusto, di base non è giusto il fatto che 5 persone rendano uno scompartimento invivibile. Ma o mi mettevo a fare il predicone, il cui risultato sarebbe stato la mia sgodevolezza ai loro occhi (già piuttosto manifesta:) ) e la puzza insopportabile sarebbe rimasta, o trovare la modalità più semplice per rendere il viaggio più agevole. 😉

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      3. ah beh… immagino, hai fatto bene…claro. Stabilire priorità…la gradevolezza del tuo viaggio. 🙂
        Io però avrei segnalato la cosa al capotreno o il controllore…anche perché metti che il tuo treno fosse mega affollato e quella l’unica possibilità di sedersi?

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      4. Segnalarla l ho segnalata, 10 min prima era entrata x controllare i biglietti e la scena l (e la puzza) l’ha vista anche lei, poi sempre a lei mi sono rivolta x chiedere dove ci fossero posto liberi. Ha capito perfettamente, ma non ha ritenuto la situazione degna di provvedimenti.

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      5. ehhh 😦 peccato, non so quanti anni hai ma ricordo (e mi sembrano tempi lontanissimi ormai) che l’unica volta in cui ci stravacammo lo scompartimento era tutto nostro prenotato da tutti e sei assieme… erano i tempi delle medie. Altrimenti in presenza di estranei bisognava stare ben composti. Tutt’ora quando sono in treno e voglio stare con le gambe distese sul sedile davanti metto la mia borsa o un sacchetto sotto e di certo con certe scarpe (ginnastica) non me le tolgo.

        Almeno un richiamo però non sarebbe stato male.

        p.s. ecco il blog… https://awakeningsandresurgences.wordpress.com

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