Liguria: bella sì, ma che scomodità!

20170722_200109Avevo tre giorni, week end lungo dovuto ad un venerdì di recupero. Voglia di relax, mare (visto che al 20 di luglio non avevo ancora fatto un bagno…), letture, pesce e vino.
G. spinge per andare in Liguria, io tentenno, ma poi mi lascio convincere. C’è di bello che l’autostrada per arrivare a destinazione (Lerici) è sgombra: il viaggio è fluido e piacevole, lontano dal caos assoluto che c’è sulla A14 in direzione mare.

Si va un po’ all’avventura perché i campeggi contattati non prendono prenotazioni per meno di 5 giorni, quindi ci affidiamo al caso e fortunatamente troviamo posto (l’unico rimasto!) in un bel campeggio. Devo confessare che ho una passione smodata per il campeggio e che ci sono volte in cui vado da Decathlon in estate e resto affascinata da tutto il reparto camping, vorrei tutto: la sacca per la doccia, le bacinelle che si piegano, i set di piatti e stoviglie, le torce… insomma la nostra piazzola è carinissima, super ombreggiata e con vista mare.

Dopo aver montato il tutto, con il caldo del solleone ci rechiamo a passo spedito verso il mare. Chiediamo info al bar e il barista vedendoci con l’ombrellone ci dice “Non vi serve, tanto un po’ d’ombra la trovate! E poi siete bianche, dovete prenderlo un po’ di sole!”

Data la mia naturale avversione per chi crede di sapere meglio di me quanto sole io possa prendere, ovviamente l’ombrellone lo porto con me. Seguiamo le indicazioni e ad un certo punto della strada iniziamo la discesa per scalini super ripidi aspettandoci di trovare una spiaggia… e invece finiamo su un ammasso di scogli che finisce in una lingua di terra minuscola (grande come il mio bagno) in cui sono accalcate 10 persone. Vediamo in lontananza altre spiagge un minimo più grandi, ma sono impossibili da raggiungere se non riarrampicandosi su per gli scalini e tornando sulla strada. Dopo qualche centinaia di metri troviamo un’altra discesa al mare: la spiaggia è più grandicella ma ovviamente c’è ancora più gente ammassata e ai lati della spiaggia libera ci sono fazzoletti di spiaggia gestiti da privati che affittano lettini e ombrelloni. Accaldate e sfinite decidiamo di piantare l’ombrellone e fermarci lì, io non vedevo l’ora di buttarmi in acqua. Peccato che il mare fosse agitato e l’acqua non trasparente come tutti dicevano. Il pomeriggio trascorre così, ammassati sulla spiaggia dove non tira un filo di vento e rendendo grazie a tutte le divinità per l’ombrellone che ci riparava dal sole. Tra una lettura e un bagno guardo i miei vicini di spiaggia (mi sono quasi in braccio e la mia amica nello stendersi mette praticamente i piedi in faccia al ragazzo dell’ombrellone avanti al nostro) e mi chiedo come facciano a stare sotto quel sole senza ombra alcuna. Poi guardo le persone delle spiagge a gestione privata in cui i lettini sono talmente vicini da non capire dove finisca uno e inizi l’altro. Nel frattempo le onde si fanno più aggressive e iniziano a mangiare un po’ di quel poco di spiaggia concessa e nei bagni privati arrivano sotto ai lettini delle persone. Osservo tutto questo e mi chiedo: ma perché sono qui? E penso: ma tornare in campeggio e tuffarsi nella bella acqua della piscina e sdraiarsi comodamente, fosse anche solo sul pavimento? E proprio in quel momento G. mi guarda e mi dice “Ho una proposta da farti”. Mezz’ora dopo siamo in piscina.

Il giorno dopo proviamo in un’altra zona consigliatami il pomeriggio prima da una simpatica signora con cui ho chiacchierato beatamente distesa sul mio lettino dopo un rinfrescante bagno in piscina (e ancora avevo l’immagine del poveretto coi piedi della mia amica in faccia). Scogli scogli scogli. Ci arriviamo e ci guardiamo perplesse: il mare è molto mosso e la discesa in acqua dagli scogli non sembra serenissima. G. è preoccupata per la mancanza d’ombra. Ma con noi abbiamo il nostro fidato ombrellone (alla faccia del barista!), mi guardo intorno e vedo ottime crepe perfette per reggere la nostra ombra salvifica. E così facciamo. E siamo le uniche su questo grande scoglio ad avere un po’ di ombra. Arriva molta gente, tutta buttata al sole per ore e mi sorprendo a vederli ancora vivi, senza ustioni, né insolazioni. Forse noi fototipi chiari ci sorprendiamo con poco.

Insomma la situazione non è male, prendo confidenza con scogli onde e mare e riesco anche a fare tre o quattro bagni. Ma il sole fa il suo giro e dopo alcune ore l’ombra ci costringe in una parte di scoglio sco – mo – dis – si – ma. È il momento della giornata che amo di più per stare al mare quello che si avvicina alle sei di pomeriggio, ma di nuovo quel pensiero: perché stare scomodamente sdraiata su degli spuncioni che mi si conficcano nel costato quando so che c’è una bella piscina che mi aspetta con tanto di bar quasi a bordo vasca? E così  mezz’ora dopo eccoci a mollo nell’acqua dolce. Giusto il tempo di darci una rinfrescata perché la simpatica signora del giorno prima mi aveva segnalato una sagra a pochi km di distanza. E via che si va! Ci diciamo “Partiamo presto così non troviamo confusione!” . Ingenue! Parcheggiare la macchina è un’impresa titanica, ma alla fine ce la facciamo. Raggiungiamo il luogo della sagra e ci mettiamo in fila e aspettiamo pazienti quasi un’ora. Ma alla fine il tempo passa bene, il cibo arriva ed è buono e il vino va giù che è un piacere. La nostra scelta alcolica non passa inosservata al padre di famiglia con cui condividiamo il tavolo che nel veder portarci due brocche di vino bianco da mezzo litro commenta “Ah, beh! Vedo che bevete!”. Wow! Complimenti! Significa che hai gli occhi! Con due uomini seduti al suo tavolo che avessero preso un litro di vino avrebbe fatto lo stesso? Io dico di no.

Serata piacevole, ci sta bene anche la camminata verso la macchina, tutto bello ma… ecco il dubbio! Che ore sono? Le 22.50! E alle 23 il cancello del campeggio chiude e trovare parcheggio in quelle stradine minuscole e fitte di macchine è un’impresa difficilissima. Arriviamo al campeggio alle 23. 10, per fortuna vedo uno degli uomini che lavorano lì, non pretendiamo molto, solo lasciarla subito lì, dopo il cancello, in quel posticino che sembra vuoto proprio per noi… e il buon uomo tira fuori il telecomando e ci apre, salvandoci da un fine serata che altrimenti avremmo passato a peregrinare imprecando alla ricerca di un posto auto.

E quindi insomma: la Liguria è bella, sì! Ma che scomodità!

È uno di quei posti in cui mi piacerebbe tornare con qualcuno del luogo che mi suggerisca posticini incantevoli remoti e poco affollati. Utopia?  🙂

 

 

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8 pensieri riguardo “Liguria: bella sì, ma che scomodità!

  1. Temo che sia l’unica. Anche venezia se vuoi veramente vederla e soprattutto mangiare bene (e non spendendo un patrimonio mangiando schifezze) è meglio essere con qualcuno del luogo. Direi tutt’Italia (anche qua a Torino).

    E’ un’ottima scusa per stringere amicizie in ogni dove… 😀

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    1. Infatti! Per questo ho amato il couchsurfing, perché era come avere amici fidati con preziosi consigli in ogni città in cui sono stata ospitata! Parli di Venezia, un tempo ci andavo spesso, ma sono 10 anni o più che non ci metto piede. Ci ripenso ogni tanto, ma che posso farci? Ultimamente sono così attratta dal centro – sud che appena ho un po’ di tempo corro lì! Eccezion fatta per Torino, che mi piace molto e visito sempre volentieri! Anche Milano, ma ci vado solo perché una carissima amica abita lì. Ma ogni volta che ci vado penso che non ci vivrei mai. 🙂

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  2. Bella Lerici… e belle molte zone della Liguria, a patto di armarsi di molta pazienza, spirito di sopportazione e filosofia.
    Io quando vado in Liguria comincio a rimuginare su quanto sia incasinata, trafficata e cementificata fino ad arrabbiarmi, poi però, grazie ai profumi delle cucine lungo i carruggi (molto probabilmente c’è una r o una g di troppo, ma fa lu stess…) e agli ottimi cibi che lì si possono degustare, mi riappacifico momentaneamente con il genere umano.
    Io adesso sono in campagna e me ne starò qui per un po’!
    Ciao

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    1. La Liguria è bella, io ho amato moltissimo Genova. Il lato mare in luglio – agosto forse può essere più sopportabile in moto-motorino-bici, un po’ come la costiera Amalfitana 🙂
      Mentre tu te ne stai in campagna io programmo inesorabilmente la mia discesa verso sud! Ma spero prima o poi di vedere la casa in cui stai investendo tante energie e sogni, chissà magari nel primo autunno 🙂

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  3. Come sempre sono rimasta indietro e mi rimetto in apri con la lettura del tuo blog, che è diventato di un bel giallo senape che è un colore che indosso tanto quest’estete, per altro! 😀
    In Liguria ho fatto solo sporadiche giratine, sempre in primavera e l’ho adorata (mi conquisti facile con una buona farinata e cosine colorate), ma non ho mai sperimentato la “lotta per lo scoglio” in estate, posso immaginare! In generale, sono una grande asociale, e già il vicino di asciugamano sulla spiaggia libera deve stare ad una certa distanza di sicurezza. 😀
    Leggo sopra che prevedi un Sud improvvisato…ti auguro buona vacanza e ti aspetto qui per il resoconto, magari allieterai una delle mie giornate di guardia medica in questo agosto infinito! 😀

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