Lettera a D. ovvero: ancora sulla complessità

Sto cercando di confrontarmi con la cara persona di cui scrivevo qui, a proposito delle questioni di quel post. Questa persona è lontana, in viaggio per il mondo, così le nostre comunicazioni avvengono virtualmente. Questa una mia  risposta alla sua risposta alle mie considerazioni. Per ragioni di privacy non pubblico la sua risposta, ma i temi li potete evincere.

Pubblico questa lettera perché approfondisce meglio il concetto del post precedente e chiarisce alcune mie posizioni su alcuni temi.

Buona lettura. E se avete qualcosa da dire in merito, fatelo 🙂


Caro D,

capisco molto bene l’esperienza intensa che stai facendo in questo periodo: è un cammino tuo, che ti starà di certo aprendo mondi e insegnando cose. Cose in  sintonia con te, adatte a te, così come l’esperienza che sto facendo io a me ne sta insegnando altre. Le nostre esperienze sono intercambiabili? No, perché vogliamo approfondire cose diverse, usiamo metodi diversi, approcci diversi. Quindi quello che può essere illuminante e meraviglioso per te non è detto che lo sia per me, e viceversa. È questo il limite dell’esperienza: è una cosa personale e anche molto emotiva. Sai meglio di me che a seconda dello stato d’animo una cosa un giorno può farti del gran bene e un altro giorno lasciarti indifferente, o magari un giorno una cosa detta da qualcuno non ti tocca e il giorno in cui sei emotivamente provato sì e ti fa male.
Ecco perchè esiste il metodo scientifico. Perchè le nostre emozioni non sono sufficienti a validare o meno una ricerca, possono valere per noi stessi e come vedi chiamano in causa una serie di causali che non sempre sono replicabili. Ciò che viene provato dal metodo scientifico e ciò che viene provato dalle emozioni non sono due cose paragonabili, proprio perché l’emozione altera il dato. Quante volte in una relazione che non funziona le cose viste da dentro sembrano complicatissime, poi parli con qualcuno che le vede da fuori e ti illumina, ti dà una visione chiara di ciò che sta avvenendo? Questo avviene con la ricerca, con la sperimentazione: alla scienza non interessa “la verità”, non appoggia una o l’altra sponda, ma fa le sue ricerche, applicando metodi su migliaia e migliaia di casi alla volta e traendone conseguenze, che ci piacciano o no.
Visto che dubiti di tutto, cosa ti fa pensare che le ricerche che hai letto siano valide? Dove sono le prove che ci sono state 300.000 persone a cui sono stati somministrati i vaccini correttamente che hanno avuto tutte le stesse malattie? Dove sono le pubblicazioni scientifiche che dimostrano che le malattie sono state causate dai vaccini? Non ti parlo di pubblicazioni e basta, perché tutti possono pubblicare un libro. Ti parlo di scienza, di cose provate e validate. Se ci fermiamo alle emozioni, è chiaro che una madre o un padre con un figlio autistico vivano un dramma e vogliano trovare un colpevole, ma tu lo sai cos’è l’autismo? Come si manifesta? Lo sai che le recenti ricerche dicono che addirittura si possono rilevare tracce di autismo già nel feto? Cosa c’entrerebbe questo coi vaccini? Ma soprattutto: dove sta scritto e comprovato che c’è questa correlazione? Da nessuna parte.
Poi tu mi parli di interessi economici, ma perché c’è forse qualcuno di quelli che si propongono come esperti della medicina alternativa che non abbia interessi economici? Non avete pagato 80 euro a testa a visita le vostre consulenze alimentari all’ecovillaggio? E ti sembra poco? Per dare a voi la stessa dieta che avevano consigliato a V., donna incinta di pochi mesi? Stessa dieta identica? Ti sembra che questo abbia senso? Ti sembra che qui non ci sia qualche interesse economico? Tu basi questo sull’esperienza, ma tu che ne sai ad esempio di quali siano adesso i tuoi livelli di B12? Credi davvero che non abbia effetti una carenza di questo tipo? E che la lettura del sangue fatta da un sedicente esperto di una certa medicina possa rilevarla?
Poi per favore mandami qualche dato di questa “SRL Republic of Italy”, così mi documento un po’. So bene quanto sia complessa la situazione mondiale e da quando lavoro coi rifugiati lo so ancora di piu’. So bene che non sia tutto rose e fiori, che c’è tanto sfruttamento e tanti interessi economici in ballo, ma davvero credi che la soluzione sia dare aria ai deliri di Bebbe Grillo il quale ha appena dichiarato cose fasciste come “Stop. Questa storia si chiude qua. Ora a Roma si cambia musica. Chiusura dei campi rom, censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli. Chi si dichiara senza reddito e gira con auto di lusso è fuori. Chi chiede soldi in metropolitana, magari con minorenni al seguito, è fuori. In più sarà aumentata la vigilanza nelle metro contro i borseggiatori. Nessuno prima d’ora aveva mai affrontato il problema in questo modo”? In realtà lo avevano già affrontato in questo modo. E come è andata a finire ce l’ha raccontato la storia, ma evidentemente abbiamo la memoria corta. 
E’ pericoloso vedere il mondo con un unico colore. Tu vedi lo Stato come la causa di tutti i mali. Io di certo non lo vedo come la migliore delle organizzazioni possibili, ma visto che parli di esperienza, la mia esperienza di adesso mi parla di un bambino rifugiato siriano in Italia con la sua famiglia (quindi se è potuto scappare dalla guerra ed essere accolto e sostenuto qui è grazie a delle leggi internazionali e a dei programmi dello Stato), malato di talassemia e che ha appena avuto un trapianto di midollo (fatto in ospedale, operazione delicatissima che gli permetterà se non rigettato di prolungare una vita che altrimenti sarebbe molto breve, e questa operazione complicata e lunghissima è per lui, per loro – come per noi tutti – a costo zero, perché è coperta dal sistema sanitario quindi dallo Stato) che adesso deve essere dimesso e l’associazione per cui lavoro sta cercando per loro una casa più grande di quella che in cui sono adesso perché deve stare in ambiente sterile per scongiurare il rigetto del trapianto (associazione che lavora grazie ai fondi europei deputati a questo, quindi ancora non solo Stato ma Unione europea) e sai dove lo troviamo il problema? Non nello Stato, ma nel razzismo della gente che non vuole affittare casa a degli immigrati, gente comune, quelli che gridano “ci stanno invadendo!” quando tutti i dati dei conti degli arrivi (e si torna al metodo scientifico) dicono che non è vero, quelli che danno la colpa di tutto ai rom fomentati nell’odio da politici senza scrupoli,  che disdicono l’appuntamento per vedere la casa un giorno prima pur sapendo che ci deve andare a stare un bambino trapiantato che ne ha urgente bisogno. Ah, chiaramente questo bambino se dovesse prendersi qualche malattia che si diffonde a causa della mancata copertura vaccinale sappiamo bene che fine farebbe. Speriamo che la gente intorno a lui sia tutta vaccinata.
L’esperienza è importante, certo, ma non può fare a meno della cultura, della conoscenza e della capacità di muoversi nella complessità, che significa anche riconoscere notizie attendibili e non attendibili, essere capaci di valutare le fonti. Io inseguo un mondo migliore da quando ho 12 anni, sono 25 anni che abbatto muri, scavalco recinti, faccio esperienze, leggo, mi documento, ragiono, rifletto e cerco di prendere in considerazione le cose in maniera oggettiva, non solo quelle che fanno comodo a me perchè si adattano con la mia idea di mondo, perchè hanno lo stesso colore del mondo che vorrei, anche se a volte  è doloroso, anche se certamente è faticoso, ma non ci sono altre strade per provare a raggiungere la verità.
Un abbraccio.
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