Ingredienti giusti

spices-1914130__340Negli ultimi giorni del 2016 è stato piacevole accorgersi di non aver nessuna urgenza di vederne arrivare la fine. A conti fatti è stato per me un bell’anno: lo è stato senza eventi particolari e ciò mi rallegra, perché significa che è stato bello in sé. Sono state piccole grandi conquiste quotidiane a renderlo bello, come la buona riuscita di un progetto, ma anche la capacità di superare momenti difficili o situazioni spiacevoli. È stato un anno che mi ha fatta ragionare e mettere insieme ingredienti per me fondamentali, di cui avevo bisogno da tempo. Uno dei più importanti è la capacità di superare il fallimento. Sebbene questo apprendimento necessiti di un lavoro costante, ora la mia testa non trasforma più automaticamente un no in un sipario con la parola “FINE” calato sui miei sogni, ma lo riconosce e accetta come parte integrante del percorso. In questo devo dire che mi ha aiutata molto la scoperta di quale fosse il mio personale “panino alla cacca“. (Vi siete mai chiesti quale sia il vostro? Consiglio di farlo, vi sarà utile!).

Un’altro ingrediente importante è stato l’accettazione dell’impossibilità di andare bene a tutti, che può sembrare cosa semplice e ovvia, ma finché non sono arrivata a focalizzarla davvero non mi sono resa conto di quanto questa assurda pretesa avesse condizionato le mie scelte, azioni e reazioni. E ho capito anche (ingrediente fondamentalissimo!) il livello di compromesso oltre cui non voglio più scendere, grazie anche alle parole di Pepe Mujica.

Un’ultima cosa di cui non ho mai parlato che sta giocando un ruolo fondamentale sul mio benessere è l’attività fisica. Non si tratta solo di benessere psicologico: per la prima volta da tempo immemore ho passato gli ultimi mesi dell’anno senza nemmeno un raffreddore! Da tre mesi ho trovato la perfetta combinazione di sport che mi permettono di staccare la testa, rinforzare il corpo e imparare a superare i miei limiti con la costanza, l’ascolto e l’allenamento: yoga e cross training. Due attività molto diverse, praticamente opposte, che rispondono a quel che cerco nello sport: benessere psicofisico e assenza di noia.

Queste le ragioni per cui nel 2017 non brindo a ciò che è finito, ma all’evoluzione di ciò che è già in atto. La sensazione che mi accompagna è quella che sia l’anno giusto per fare le cose che voglio fare. E più che i buoni propositi da seguire, sento la voglia di dichiarare i cattivi propositi che spero di aver lasciato nel 2016. Il primo sono le scuse. Voglio zittire tutte le motivazioni che mi do per autosabotarmi e non fare quello che so di dover fare, dalle piccole inezie di tutti i giorni alle sfide più complesse. Il secondo cattivo proposito da cui voglio prendere le distanze è l’egoismo. Senza troppi giri di parole: l’egoismo ci rende tutti più brutti. Io voglio circondarmi di bellezza e non posso farlo se la prima ad essere brutta sono io: la persona che voglio essere non è egoista. E non trova scuse per non fare ciò che deve.

Dunque buon 2017 a voi che siete passati di qui, che sia un anno pieno di bellezza e vuoto di scuse!

 

 

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