Auguri. E le cose giuste da fare

Oggi è il mio compleanno. Ho sempre amato questa giornata, i festeggiamenti, gli auguri, tanto che chi mi conosce mi prende benevolmente in giro dicendo che “oggi é festa nazionale”. 🙂 Questo per farvi capire il mio umore di oggi e lo spirito con cui mi sono svegliata.

Una delle prime interazioni di questa giornata l’ho avuta su facebook, dove stufa del pressapochismo con cui si stanno commentando i fatti ho condiviso questo articolo sulla presunta “illegittimità” del governo Gentiloni.

A me piacerebbe un mondo in cui le persone fossero in grado di trascendere i loro gusti personali, simpatie e antipatie comprese, per entrare nel merito delle cose. La domanda è chiara: questo governo è illegittimo perché non eletto dal popolo? La risposta è altrettanto chiara: no. Non è un governo illegittimo, non lo è sulla base della Costituzione che il 60% dei votanti all’ultimo referendum ha voluto mantenere tale. Un altro discorso è se ci piace, se siamo favorevoli, se ci piaceva Renzi, se siamo felici che si sia dimesso, etc etc.

Ma questo NON è un governo illegittimo. E la cosa può non piacerci, e va bene che non ci piaccia, ma almeno proviamo ad entrare un po’ più nel merito delle procedure della formazione dei governi: nessun governo è mai stato eletto da un popolo.

Bene. Questo l’antefatto. Poco dopo la mia condivisione dell’articolo mi appare lo status di un amico che sulla sua bacheca aveva scritto:

“Comunque, fino a prova contraria, è vero che Gentiloni è un premier non eletto dal popolo. Come tutti gli altri”.

Uno dei suoi contatti ha risposto:

“ok non si elegge direttamente il premier ma per te è normale avere dato l incarico di formarlo al più grande sponsor del sì?”.

E io a domanda rispondo:

” Sì, è normale
“Il 4 dicembre si è svolta una consultazione elettorale per confermare o respingere la riforma della costituzione, proposta dal governo e approvata dal parlamento in doppia lettura. Il presidente del consiglio Matteo Renzi si era impegnato in prima persona nella campagna elettorale per il sì e aveva detto più volte che avrebbe lasciato il suo incarico se la riforma fosse stata bocciata. Per questo, dopo la sconfitta del sì con un ampio margine, ha ritenute necessarie le sue dimissioni. Le dimissioni, tuttavia, non erano dovute: il suo governo non aveva perso il sostegno della maggioranza dei parlamentari.

In una situazione simile, nel 2006, il presidente del consiglio Silvio Berlusconi decise di non dare le dimissioni, dopo che la sua riforma costituzionale era stata bocciata dagli elettori con un referendum. Per questo motivo il presidente della repubblica Sergio Mattarella ha provato a chiedere a Matteo Renzi di restare al suo posto fino alla fine della legislatura. In seconda battuta ha cercato un candidato alla presidenza del consiglio che fosse indicato dal partito di maggioranza relativa, il Partito democratico, e che potesse contare sulla stessa maggioranza in parlamento su cui contava l’esecutivo guidato da Renzi.”

E condivido il link dell’articolo, casomai qualcuno avesse avuto voglia di spndere cinque minuti del suo tempo ad approfondire. E per tutta risposta, dopo un tentativo fallimentare di mediazione da parte del mio amico, ricevo un:

Mi pareva di avere scritto cose chiare 🙂
Ma con certe persone è come provare a spiegare all’ Uomo di Neanderthal che la Terra è sferica

Bah. Che fatica la violenza di facebook. Che stupore ogni volta riscoprire quanto la gente abbia bisogno di parlare e mai di ascoltare. Impossibile mettersi in discussione. Impossibile accogliere le parole dell’altro ed elaborarle. E che fatica anche pensare che le soluzioni erano due: iniziare un botta e risposta infinito o chiudere la questione.

Non vedendo il senso della prima opzione (dati i presupposti di galateo e apertura mentale), la vostra lady Neanderthal ha optato per la seconda.

Poi però l’amaro in bocca proprio non mi piace averlo, a meno che non sia quello del caffè rigorosamente senza zucchero. E ho visto questo spot davvero bello di petizioni (che avevo già firmato) e mi è sembrato un buon antidoto alla sconsolante idea dell’incapacità di certi esseri umani di mettersi in relazione, alla facilità dell’uso della violenza. La violenza è facile, comoda, non richiede grande esercizio mentale. La solidarietà e l’empatia invece travalica i confini e le storie personali, ci porta al di là del nostro ego.

Lo so, una firma on line è poca cosa. Ma per qualcuno può essere tanto. Fosse anche solo una manifestazione di soliderietà, sapere che tot persone sanno di te e ti sostengono, anche solo col cuore, o con una preghiera per chi ci crede.

E allora l’amaro in bocca si scioglie. E se ne avete bisogno, addolcitevi anche voi.

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2 pensieri riguardo “Auguri. E le cose giuste da fare

  1. Mi dispiace passare di qui in ritardo per farti gli auguri, ma di quelli ce n’è sempre bisogno quindi sono certa che li accetterai anche con qualche giorno di ritardo! Fra l’altro il giorno di Santa Lucia è un bel giorno per nascere 😉
    A me questi botta e risposta su Facebook fanno venire la gastrite quindi li evito, ma se trovo un argomento che mi sta molto a cuore (come per te in questo caso) non riesco a trattenermi e provo a spiegare la mia (come te, supportata da una qualche fonte, giusto per rimarcare che quel che esce dalla mia tastiera non è frutto di ideologia ma di realismo), ma come te mi scontro sempre contro tanta violenza, contro l’idea che avere a disposizione un mezzo di comunicazione ti renda libero di esprimerti fosse anche per sostenere le peggiori michiate…e quindi basta, taccio e impigo le mie energie in modo migliore…ma quanto è frustrante tutto questo! 😦
    Ad ogni modo, spero che gli strascichi del tuo compleanno siano arrivati anche a questo weekend e che dove ti trovi ci sia un bel sole a farti compagnia! un abbraccio

    Liked by 1 persona

    1. Grazie per gli auguri! Sì, ho fatto una bella festicciola ieri sera, dopo aver passato due giorni a cucinare 🙂 A volte rispondere è un spreco di tempo, ma qualcuno mi faceva notare che anche se sembra così, magari non lo è per l’effetto che puoi fare sulle altre persone che leggono quella conversazione. Ovvero: l’imbecille che parla senza azionare il cervello non lo cambi, ma gli altri che si affacciano alla discussione magari possono guadagnare qualcosa dal tuo punto di vista, dalle ragioni delle tue posizioni. Sì, in generale comunque è molto faticoso…
      Qui credo siamo alla terza settimana di nebbia e da qualche giorno le temperature sono scese molto… il sole quasi non lo ricordiamo più! un abbraccio a te 🙂

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