Cose belle capaci di tornare

img_1308Mi sono accorta che da un po’ di tempo a questa parte invece di esplorare il mondo in lungo e in largo ho sviluppato una certa tendenza a tornare spesso in posti già conosciuti. Li chiamo “posti del cuore”, mete verso le quali viaggio certa della felicità e della bellezza che mi attendono all’arrivo. Ma a ben pensarci non è solo una questione di posti: l’effetto benefico è indissolubilmente legato alle persone che li vivono con me. Ci sono posti in cui la tradizione è tornarci con le stesse persone, ce ne sono altri in cui la tradizione è andare a trovare le persone che li abitano.

Ieri una carissima amica mi ha fatto un regalo inaspettato: la condivisione delle foto di uno dei posti del cuore, di cui lei insieme ad un’altra fa parte della tradizione che si è costruita dell’andare là insieme.

Nel freddo che inizia a farsi più pungente mi piace pensare a quell’isola sdraiata nel mediterraneo che ci aspetta paziente, un posto in cui i pensieri hanno spazio e le giornate passano tra natura, libri, chiacchiere, lunghi silenzi e anche molta contemplazione. Il rumore delle onde, l’odore di resina, il fresco del vento, il freddo dell’acqua, il sole sui corpi nudi hanno il potere di conciliare i pensieri e chiarire le idee.

Ho amato riguardare quelle foto ieri sera pensando alle stagioni che fanno il loro corso, dunque anche alla bellezza del freddo e della pioggia e a quanto siano rassicuranti queste successioni, che mi ricordano qualcosa che spesso do per scontato: nella vita di tutti esistono cose belle (non solo posti, ma anche persone e emozioni) capaci di tornare.

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3 pensieri riguardo “Cose belle capaci di tornare

  1. Sono sempre meno presente online (fra l’altro grazie per avermi scritto della tua iniziativa, purtroppo non sono di quelle parti e in questo periodo ho mille impegni!), ma questo post mi ha scaldata, proprio stamattina che non oso uscire di casa se non dopo essermi imbacuccata per bene.
    I posti del cuore, ti capisco bene, anche se nel mio caso li conservo nella memoria, e raramente ci torno, perché le volte in cui ho tentato il bis non è arrivata la magia della prima volta. Le cose belle tornano, sì, ma secondo me bisogna essere pronti a ricevere una bellezza diversa da quelle stesse persone, luoghi, ed immagini. Leggo che uno dei tupo posti del cuore è la Grecia…che forse mi aspetta per quest’estate! Un abbraccio

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    1. Carissima,
      io penso che i posti del cuore siano quelli che non ti deludono mai. Per questo non è facile trovarli, o è facile confonderli con altri posti speciali, ma che sono speciali solo in quel momento/situazione/compagnia.
      Sono i posti in cui il cuore sa di trovare il suo nutrimento, in cui c’è qualcosa di magico che ti fa stare bene sempre. Sì uno di quei posti è in Grecia, un altro è Matera e dintorni. Ci sono tornata veramente tante volte, con persone diverse, con mood diversi, per ragioni diverse. Non sono sempre state esperienze identiche, ma hanno sempre confermato quella sensazione e quella capacità curativa/ristorativa. Diversamente non cercherei di tornarvi ogni volta che posso, anzi: non mi inventerei le occasioni per farlo. Mi reputo molto fortunata ad averli, ma credo faccia parte anche di una dimensione interiore che cambia, una capacità di trovare stimoli nuovi e positivi nel “già conosciuto”, piuttosto che una smania di vedere, fare sempre cose nuove. Che non è sparita, eh! Credo sia solo diventata capace di maggiore profondità. Un abbraccio!

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  2. Bello che in un’epoca di usa&getta, ci sia chi recupera&reinterpreta, invece di cercare solo ed esclusivamente il nuovo. Penso che questo significhi mantenersi in contatto con se stessi, anche con quella mutevolezza che è pur sempre espressione di ognuno di noi. E perciò la capacità di recuperare certi luoghi, rivivendoli, è una spia che indica che si è presenti a se stessi. Troppe volte, al contrario, si rimane sgomenti nel constatare che un’esperienza che ci aveva impressionato inizialmente, le volte successive ci lasci indifferenti. In tal caso la tendenza è ritenere di essere cambiati e di aver bisogno di altro, di nuovo. Invece, semplicemente, non si è presenti a se stessi, si è altrove, si è vittima di alienazione e disorientamento e ci si lascia tentare dall’ennesima “offerta”. Penso che questo, soprattutto, sia uno dei meccanismi più efficaci su cui si regge l’odierno consumismo…

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