Quando siete felici, fateci caso (cit.)

img-20161125-wa0003Passeggio per un incantevole borgo medievale, adagiato tra le colline toscane, dopo quattro ore di progetti sugli stereotipi di genere in una scuola media e prima di un incontro pubblico che si svolgerà in una biblioteca bellissima.

img-20161125-wa0014Ho appena conosciuto un’assessora cattolicissima che ha sposato un uomo ateissimo “perché in lui ho trovato molti più valori in comune che con tutti i cattolici che ero solita frequentare”. Me l’ha detto mentre mangiavamo alla mensa della scuola e dei dipendenti comunali, così buona che quando a casa si fanno le lasagne i figli dicono “ma a scuola le fanno meglio”. L’assessora mi dice che l’indomani si sarebbe celebrato nel suo comune la prima unione omosessuale, ne è felicissima, non sarà lei a celebrarla ma il sindaco, lei interverrà dicendo qualche parola e sta pensando a quale dei suoi tre figli portarsi dietro, “penso che porterò la più piccola”.

img-20161125-wa0015Mentre cammino usciamo dal paese, gli edifici antichi lasciano il passo a colline di ulivi e viti splendenti tra il verde, l’arancione e il rosso sotto un cielo azzurro illuminato da un sole generoso. La “guida” di questo pomeriggio è una carinissima  impiegata comunale che ci sta gentilmente regalando il suo tempo accompagnandoci alla scoperta di queste terre e accogliendoci con un’ospitalità commovente. Mentre passeggiamo, tra le varie cose,  ci racconta di come suo marito lavorando a Milano sentisse la mancanza dei tramonti del Chianti e così, dopo sei anni,  ha lasciato il lavoro per tornare nella sua terra: amava l’attività all’aria aperta, adorava andare in bici e così si è reinventato come guida turistica in bicicletta.

img-20161125-wa0016Io guardo, ascolto, penso. Mi sento piena di vita e di senso: sorrido e mi dico che quello che sto facendo è il lavoro più bello del mondo.

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9 pensieri riguardo “Quando siete felici, fateci caso (cit.)

  1. L’ho letto quel libro, poco tempo fa. Il primo che leggo di Vonnegut.
    Riassumeva quello che ho sempre pensato ma che quando lo dicevo agli altri mi sentivo “quella strana”, “quella che trova sempre il bello ovunque ma come farà?”.
    Poi sono cresciuta, sono maturata e ho capito quanto sia davvero così, la Vita: piena stracolma di cose belle, basta avere gli occhi aperti per vederle. Anche quando c’è male intorno, anche quando non tutto va come deve. E se qualcosa va storto il gioco più bello è riuscire a trovare anche lì la cosa positiva: chissà che non sia l’occasione per cambiare strada e scoprire chissà quali altre meraviglie? 🙂
    Sì, va bene, oggi o messo su gli occhiali rosa, lo ammetto. Ma fuori c’è il sole e ho la giornata zeppa di cose e il capo mi ha salutato con una sfuriata. Ma fuori c’è il sole e non posso che sorridere e trovare cose belle per cui sorridere!

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    1. Trovare il bello nel brutto è quello che io chiamo “Allenamento alla felicità”. Ci sono molti modi di farlo, c’è chi si scrive cinque cose belle della giornata una volta arrivata la sera, chi davanti al pc in ufficio dopo la sfuriata del titolare inspira e invece di pensare alla sfuriata pensa al collega che le ha fatto una gentilezza inaspettata… ognuno trova il suo modo, l’importante è farci caso 🙂 E trovo sia fantastico mentre si sta vivendo qualcosa di bello avere l’esatta percezione che il bello sta accadendo, la percezione del bello intorno. Ci hanno così abituati ad averla del brutto che allenarsi a percepire il bello è una grande rivoluzione. Sì, sì! Sorridi!

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      1. E sai che sto continuando a farlo?
        Credo che quella citazione sarà quella che finalmente mi porterà fortuna: “Quando siete felici fateci caso”, sì! Ne farò una tela da vedere ogni mattina appena sveglia e quella felicità diventerà sempre più presente!

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      2. Fantastico! In questo inizio anno in cui i buoni propositi hanno la carica della pagina bianca da scrivere, l’idea della tela mi pare ottima! 🙂

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  2. in realtà posso dire che nonostante tutto quello che mi sta capitando sono felice. E questa felicità è ciò che mi manda avanti e mi permette di superare qualsiasi inghippo anche perchè guardo le cose da una prospettiva diversa. E mi rendo conto che tutto ciò che mi rende infelice viene dal passato più che dal presente. Perchè in questo presente io sto costruendo qualcosa di importante: qualcosa di mio. Veramente mio. Mentre in passato ero purtroppo incastrata in una “relazione” che non mi avrebbe garantito alcun futuro. Me ne sono accorta solo dopo però: mentre lavoravo sul “lutto” ho scoperto con chi avevo avuto a che fare per trent’anni e qual’era la natura della relazione che aveva instaurato. Il dolore è stato forte…e tutt’ora talvolta quando le cose si fanno difficili e penso alle responsabilità che ha questa persona in queste difficoltà che io ho e non dovrei avere mi sale una rabbia sorda. Ma poi penso…non c’è altro da fare che costruirle le risorse che mi servono per superarle. E torna l’ottimismo.
    P.s. io ho il mio diario motivazionale con la todolist (che compilo la sera prima) poi al mattino devo indicare tre cose di cui sono grata e tre cose che renderanno la giornata grandiosa e come mi premierò. Infine la sera il consuntivo: quali sono le tre cose meravigliose che sono accadute e come avrei potuto rendere la giornata migliore. Devo dire che mi sta aiutando molto, sia nei periodi di down che di up.

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    1. Cara Von, è bello essere consapevoli della felicità, e anche rendersi conto che la felicità non è assenza di preoccupazioni, ma l’atteggiamento positivo , la consapevolezza della giustezza di quello che si sta facendo, dribblando e superando le difficoltà, che inevitabilmente si presenteranno. Come oggi, ad esempio, mi ero presa la mattinata per dedicarla ad una persona a cui tengo, colazione al bar e preparazione delle lasagne. Ma è da ieri che ho mille pensieri in testa per il mio mio lavoro, documenti da consegnare, situazioni intricate a domino che per dipendono l’una dall’altra, ansia da prestazione. E così mentre preparo la besciamella penso all’imprevisto da risolvere per lunedì, mentre spiego come fare gli strati penso alla mail a cui rispondere. Non va bene, me ne rendo conto, ma accetto anche questi momenti di ansia, accetto che stiano invadendo un momento che avevo progettato come “di svago”. Lo accetto per poi andare oltre, superarlo, collocare l’ansia nel suo spazietto, che c’è, non posso fare finta di no, ma deve essere confinata e, appunto, essere messa in relazione con tutto il bello che c’è intorno.
      Il tuo diario motivazionale è ganzissimo, soprattutto l’idea del consuntivo. Un ottimo modo per allenare la costanza e la disciplina. Wow!

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      1. in realtà questo diario mi salva sempre, sia nei momenti down (in cui mi perdo nel mio passato) che nei momenti up (chiamiamoli anche maniacali visto che divento wonderwoman) in cui per essere efficace e non perdermi in ventordicimila idee ho bisogno della todolist. Tuttavia la tua interpretazione circa l’allenamento della disciplina mi piace e prova che la disciplina e la costanza si ottengono solo con una grande motivazione interiore, altrimenti ciccia. Anzi a me stupisce la gente che riesce ad essere disciplinata facendo cose che non le piacciono…mi chiedo: pensa che potenziale avrebbe questa persona se facesse ciò che veramente vuole.
        Quanto all’ansia, ti capisco eccome, tuttavia il cervello ha bisogno di riposare. Ci sono cose che per essere portate avanti hanno bisogno di tutto il nostro impegno e l’unico modo per uscirne è affrontarle in maniera sistematica. Altre, più complicate… hanno bisogno invece che il cervello si distacchi un’attimo per permettere alla mente di elevarsi guardando la cosa da una prospettiva superiore, e se vogliamo, olistica. Lo so che dirò una cosa banale ma la meditazione insegna proprio questo e credo che possa anche aiutare a capire da dove arriva l’ansia in modo da prendersi cura della motivazione a monte dell’ansia. Di certo vade retro ai farmaci che curano il sintomo ma non le origini.

        ( se ti interessa le versioni pdf del diario le puoi trovare comodamente qui: https://thesevenstepsofthelittlesoul.wordpress.com/risorse-in-condivisione
        anzi dovrei aggiornarle con la versione che ho fatto per me che è un quadernetto formato A5 rilegato a spirale metallica)

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      2. Osservare, guardare, accettare e lasciare andare l’ansia ha molto a che fare con la meditazione, metto in atto lo stesso processo che si attua quando i pensieri distraggono la meditazione ;). Grazie del link, appena ho un momento ci guardo per bene!

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  3. Von, ho dato un’occhiata al tuo diario e sì, aggiornato con l’A5 sarebbe perfetto anche per me 😉
    A parte gli scherzi, tutti questi tentativi (e le soluzioni collegate) mi danno proprio una bella sensazione: quella di stare lavorando per la propria felicità, di farlo con pazienza e costanza, con una voglia forte di essere ogni giorno più felici del giorno prima. Non è una cosa fantastica? Grazie a voi, per aver toccato certi tasti e averne parlato 🙂

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