Consigli cercansi

Lo ammetto. Sono  un tantino frustrata. Mi sento in un circolo vizioso che prende sempre più le sembianze di un vortice. Ed è composto da questi elementi:

1- C’è un lavoro, che è il lavoro che vorrei fare: lo sto facendo, quando l’ho iniziato con un paio di colleghe due anni e mezzo fa sembrava impossibile l’idea di essere pagate per quello che facevamo, visto che la nostra attività formativa, educativa e di sensibilizzazione si sviluppa in massima parte con comuni e scuole, ovvero con gli enti più poveri in assoluto in Italia. Con questo lavoro e basta al momento non posso mantenermi, ma sta crescendo di anno in anno, vedo tante prospettive aperte, opportunità che la creatività dovrebbe farci cogliere, ma nel gruppo sono quella che ci crede di più e  le mie colleghe non lo vedono con la mia stessa prospettiva. A differenza mia, che penso sia qualcosa che possa arrivare a generare un reddito, loro lo concepiscono come al massimo “un’integrazione al reddito”. E chiaramente l’impegno e la volontà sono diverse. Non posso andare avanti da sola perché la gestione della cosa è già pesante così, se dovessi davvero fare tutto io e solo io non ne uscirei viva. Allo stesso tempo non sono un’azienda, non posso fare colloqui perché non ho nessuno stipendio da garantire, quindi anche trovare collaboratrici più motivate, che inseguano la mia stessa visione è dura.

2-   C’è quindi un altro lavoro, che, almeno fino ad oggi, da qualche mese a questa parte mi ha garantito un’entrata fissa dignitosa. Non mi entusiasma, soprattutto per  modi piuttosto “bossy” del titolare che fatico a mandare giù. Come sa chi mi conosce da un po’, questa è una delle ragioni per cui posso arrivare a interrompere un rapporto di lavoro.  Dall’altro lato però è un lavoro in  modalità telelavoro, che non mi obbliga a recarmi in un ufficio, che ben si concilia con il lavoro in cui sto investendo: lo posso fare da ovunque, quindi non è un problema che il lavoro primario a volte mi porti in giro per l’Italia.

3- Proprio perché mi porta in giro per la regione e per la nazione, a questo mio primo lavoro è necessaria una macchina. Ma la mia l’ho abbandonata poco meno di un anno fa per alleggerire i miei costi vivi. Senza macchina però sarebbe complicatissimo fare la maggior parte di questi progetti che ci stanno commissionando. Al momento le entrate di questo lavoro non mi permettono di sostenere le spese di gestione di un mezzo, ma allo stesso tempo perché possano arrivare a garantirle ho bisogno di una macchina che mi permetta di arrivare ovunque e quindi di non rifiutare nessun progetto che ci viene commissionato.

4- Finora all’occorrenza ho chiesto in prestito la macchina dei miei, ma per ragioni familiari devo rendermi indipendente il prima possibile.

5- Decidere di riprendere una macchina e quindi avere di nuovo un’elevata spesa fissa annuale mi costringerà o a proseguire la collaborazione che non mi entusiasma, o a cercare qualche altro lavoro per garantire il mantenimento di questi costi. Chiaramente gli altri lavori che mi vengono in mente (cameriera? barista? altro?) potrebbero non conciliarsi bene come quello attuale con i tempi e le esigenze del lavoro primario.

6- Col secondo lavoro sono ad una svolta, dopo un periodo a collaborazione occasionale potrebbe diventare fisso. Oppure potrebbe finire. Sia l’una che l’altra opzione non mi soddisfano granché.

7- Col primo lavoro stiamo avendo problemi burocratici, ovvero per gestire meglio i soldi dovremmo cambiare forma, ma cambiando forma sarebbe più difficile per gli enti collaborare con noi.

Siccome sono due giorni che ci penso e rischio di non uscire dal loop, metto tutto nero su bianco e se avete voglia di darmi un consiglio magari riesco a rompere ‘sto circolo vizioso e renderlo virtuoso, chissà!

Perché adesso la mia unica voglia è prendere il primo volo per non so dove 🙂

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7 pensieri riguardo “Consigli cercansi

  1. Il volo per non so dove mi pare l’opzione migliore al momento 🙂
    Scherzi a parte, mi sento di dirti che l’attività che ci gratifica di più sia quello che ha più probabilità di riuscirci bene e di tramutarsi in reddito. Gli altri: utili nel breve termine.
    Ma sono sicuro che tu hai già deciso.

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  2. io dividerei i problemi in due macrocategorie e sotto categorie secondo un’ordine gerarchico tra quello che mi sembra più importante e quello meno..

    1-Lavoro primario:
    1.1 Problemi burocratici legati alla vostra “forma” aziendale e il relativo rapporto con i committenti (scuole e associazioni). Perchè non optare per un’associazione o una cooperativa di professionisti e professionisti della formazione? Sarebbe opportuno che ti o vi confrontaste con un esperto…per vedere se può funzionare.
    1.2_Nuovi collaboratori che ci credono come ci credi tu: solo dopo aver definito la tua forma potresti redigere un documento che spieghi il tuo progetto: coi presupposti e gli obiettivi… la mission e la vision (in pratica) e anche quanto è stato fatto sino ad adesso per trovare nuovi collaboratori…in questo modo anche se hai poco da offrire come fisso, però c’è l’obiettivo di lavorare ed essere comunque pagati…e credo che per un sogno ed un progetto importante, soprattutto con un lavoro secondario, sia un buon compromesso e una bella sfida. Le tue attuali collaboratrici credo che possano tranquillamente continuare a collaborare e visto che lo considerano un lavoro secondario ovviamente dovranno rinunciare a ricoprire un ruolo decisionale nella nuova forma… (sono sicura che a questo punto o prenderanno la cosa sul serio o se ne andranno).

    1.3 – Problema auto: prenderla in affitto o utilizzare un servizio di carsharing, utilizzare blabla car? Prenderla in condivisione con qualcun altro che magari la userebbe meno di te ma secondo la sua quota ti alleggerirebbe il peso?

    2-Lavoro secondario:
    2.1_il modo in cui svolgi il tuo lavoro è totalmente autonomo e lo puoi tranquillamente fare da ovunque. A meno che non ne trovi un’altro uguale io “sopporterei” il capo un pò bossy…visto che non sei nemmeno costretta a vederlo tutti i giorni e l’autonomia e la flessibilità ti permette di seguirlo anche quando segui altri progetti.
    2.2_mi metterei comunque alla ricerca di un’altro lavoro simile (telelavoro) sia in caso di sclero con il boss che mancata riconferma…

    spero di esserti stata in qualche modo utile… (io intanto deliro e fantastico tra il serio e il faceto sull’idea di farmi veramente monaca.. partendo dalla tuo incipit della Regola 😉 non so)

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    1. Grazie carissima per tutti i consigli, li farò depositare e li elaborerò per bene. Purtroppo qualcuno che ci segue dal punto di vista burocratico l’abbiamo già, siamo già un’associazione e il consiglio era quello di rimanere tale, sia in relazione agli elevati costi di un’altra formula più imprenditoriale, sia perché ai comuni è molto più comodo così. Ma non è comodo per noi per ragioni fiscali. Cmq finalmente abbiamo sto benedetto appuntamento dal ns commercialista, sono curiosa di sapere cosa ci dirà… Per le collaborazioni il documento c’è (abbiamo lo statuto), ma è davvero difficile trovare persone formate sulle tematiche che trattiamo,affidabili, creative e disposte a mettersi in gioco al 100%. A volte le collaborazioni sbagliate possono rovinare un progetto (già successo), ma non sono così pessimista: grazie ad un evento a cui abbiamo partecipato un paio di persone ci hanno contattate per fare due chiacchiere specifiche e vedere se si può fare qualcosa insieme, al momento non riusciamo a quagliare una data per incontrarci, ma grazie per queste parole perchè hai ragione, mi darò da fare. E’ sempre il solito discorso di sentire tutto sulle mie spalle… Grazie anche per la lucidità dell’analisi sul lavoro secondario. Sì, mi sei stata utile, anche per la prontezza della risposta alla mia richiesta di aiuto :).
      Ps la questione monachesimo mi tocca moltissimo, hai mai letto “Un eremo non è un guscio di lumaca” di Adriana Zarri? Ho letto il tuo post a proposito, aspetto di raccogliere meglio i pensieri e di essere più lucida per rispondere, ma ti dirò ch enel vortice che sento in questo momento l’idea di un bel monastero mi attira molto. O di una qualche esperienza lontana da tutto ciò che sto facendo.

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  3. La perfezione non è di questa terra!!! Io cercherei il male minore. Mi sembra di capire che il tuo lavoro n.1, difficilmente avrà risvolti economicamente soddisfacenti (scuole e comuni?!?), però è molto gratificante, quindi l’unica soluzione è tenerlo sempre come “riempitivo”, come valvola di sfogo. Non chiudi la porta, ma non investi neppure tutte le tue forze!!! Mi trovo d’accordo con il consiglio 2 di Van Calypso e comunque prenditi un piccolo periodo di “pausa”, perché finché agiti l’acqua dello stagno, difficilmente riuscirai a vederne il fondo. Buona serata.

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    1. Eh già! E dalla perfezione siamo ben lontane 🙂 Il fatto è che i risvolti economici soddisfacenti stanno arrivando, ma la classica burocrazia italiana complica tutto. Sì, potrei cercare altro, ma al momento le energie sono azzerate e DEVO riconoscerlo. Quindi l’idea del periodo di pausa è quella che meglio si adatta ai bisogni del momento, anche perché il 2° lavoro per il momento è in stand by fino a data da destinarsi e quando quella data sarà decisa e la risposta mi verrà data, vorrei aver già trovato in cuor mio la mia risposta, a prescindere da cosa decideranno loro. Grazie!

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