La prossima volta

Ieri hanno dato Fuocoammare su Rai 3 e in tante e tanti l’avete visto: l’ho letto nei vostri status di facebook, ognuno col suo commento, con la sua citazione, la sua tristezza.
Stamattina, mentre stavo per uscire dal bar in cui ero andata a fare colazione, è entrata una donna. Ero sovrappensiero e il significato delle sue parole m’è arrivato dopo, come in differita. Ha detto “Questi tutto il giorno a non fare un cazzo e invece noi paghiamo le tasse”. Si riferiva al ragazzo sorridente che chiedeva l’elemosina fuori dal bar. Un ragazzo nero.
Non possiamo noi, fisicamente, andarli a salvare in mezzo al mare. E ci sentiamo impotenti davanti a drammi umani così immensi. Però abbiamo il potere, tutti noi che crediamo nella solidarietà umana, di salvarli da un commento razzista. Perché chi si sente libero di entrare in un bar e inquinare l’aria con la sua ignoranza, la sua visione distorta del mondo, lo sguardo rivolto al suo ombelico, deve capire che no, non ha tutta questa libertà che crede. Che non sempre una frase populista ti fa passare indenne in mezzo alla gente. Che non tutti la pensiamo come te.
E’ tutto il giorno che penso a cosa avrei potuto dire, o fare. Sarà stancante, sarà spiacevole, sarà fonte di discussioni, insulti forse, ma è necessario: la prossima volta dirò e farò.

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