Di casa in casa #8

IMG_20160207_140432-1

Sei traslochi in meno di un anno e mezzo sono un numero notevole. Se il primo trasloco che mi ha portata via dalla casa in cui avevo vissuto per sei anni è stato piuttosto faticoso, a mano a mano che gli altri si sono succeduti ho imparato l’arte della selezione, dell’essenzialità e della leggerezza: è un’esperienza che mi sta aiutando a liberarmi di molte delle zavorre che mi portavo dietro, non solo materiali.

Dunque eccomi, in un’altra casa, in un’altra situazione. Dopo essere stata per un periodo in centro a Bologna ed aver goduto tutto ciò che di bello c’è nel vivere nel cuore di una città di medie dimensioni (scorpacciate di cinema, mostre e biblioteche), eccomi tornare verso la provincia. Con una novità in più: ho deciso di lasciare la  macchina. La mia fedelissima è davvero molto vecchia e ha iniziato a collezionare una serie di acciacchi che si sono sommati tanto da essere arrivati al punto che non vale la pena spendere soldi per una macchina così vecchia. Quindi dopo quasi vent’anni di onorato servizio ho deciso il mese scorso che a marzo non avrei più rinnovato l’assicurazione e nemmeno a farlo apposta in questo mese la poverina ha avuto un’ulteriore serie di problemi che l’hanno tenuta ferma un mese parcheggiata davanti a casa dei miei. Devo dire che non è una scelta drastica, perché so che quando avrò necessità di raggiungere posti irraggiungibili in treno o con altri mezzi pubblici avrò sempre la macchina dei miei a disposizione, però è ugualmente un cambiamento significativo, per una che è abituata alla libertà totale che un mezzo del genere ti dà. Chissà che non sia il momento giusto per rispolverare la bicicletta e iniziare a farne un uso più intensivo? Anche se al momento l’unica a mia disposizione è una vecchissima olandese pesante e coi freni che funzionano malissimo…

Insomma, una nuova tappa nel mio tour abitativo. Una tappa a forma di cuore, perché sono venuta a vivere con una mia cara, carissima amica, separatasi da poco, e sua figlia di 9 anni (l’autrice del biglietto di benvenuto che ho trovato in camera ❤ ). Ci sono venuta senza aspettative, perché i timori del fallimento della passata convivenza con un’amica carissima hanno il loro peso. E perché nella mia testa continua ad essere ben piantata l’idea di una casa in sasso in Appennino. Sto qui per tre mesi. Vedremo come andranno. E poi deciderò il da farsi.

Buon inizio settimana!

Annunci

9 pensieri riguardo “Di casa in casa #8

  1. Eh si certe cose aiutano a raffinare le esigenze, tagliando gli sprechi, i fronzoli…tutto il sovrappiù che inevitabilmente zavorra.

    Sono una persona naturalmente positiva e credo che a me questo stesso effetto me l’abbia fatto la povertà: vivere con pochissimi soldi ti aiuta a dare delle priorità e se è anche molto dura devo dire che mi ha fatto molto bene.

    Perchè quanto invece a traslochi io sono ben poco nomade. Amo il mio focolare, avere e crearmi il mio nido dove rifugiarmi dal mondo. Ma del resto sono anche una persona molto introversa al limite della misantropia (ricordo un’altra TED speach a proposito delle persone introverse molto illuminante come i polifunzionali 🙂 ).Poi ci sono i miei gatti e i miei amati libri…non potrei mai privarmene.

    La bici in questo senso ti da una libertà non indifferente se non ti lasci intimorire dalla fatica e dal brutto tempo, di certo far vedere i freni subitissimo è d’obbligo soprattutto se è una bici, come dici, bella massiccia: da una che la bici la pratica molto e che è stata per quasi due anni con un genio meccanico di questo mezzo (che mi ha venduto il carretto di cui parlo sul mio blog) probabilmente i freni sono consumati, il meccanismo delle pinze va oliato e i cavi e le guaine dei freni sostituiti.

    Anche la bici aiuta a tagliare zavorre…il mio ex genio della bici è andato in vacanza negli ultimi 5 anni esclusivamente in bici (160kg tra bici lui e il bagaglio)….una media di 120/150 km di distanza da Torino. Prevalentemente in campeggio dove si pagava la piazzuola (con tenda progettata e realizzata da lui stesso) facendo il meccanico del campo.

    In ogni caso…in bocca al lupo per questa convivenza trimestrale…e quanto alla cara amica pensa positivo.

    Liked by 1 persona

    1. Grazie per l’augurio e per l’incoraggiamento a pensare positivo, lo apprezzo molto, davvero!

      La bici va fatta controllare, ma in questi pochi giorni è stato bello iniziare la nuova dimensione senza macchina, seppur per tragitti brevissimi…per quanto non guardi in bocca al cavallo donato, confesso che una bici decente mi farebbe gola, per affrontare distanze maggiori di quelle circoscritte al mio paesello. Con quella di adesso è praticamente impensabile.

      Purtroppo vivere con pochissimi soldi non è condizione sufficiente ad evitare inutili accumuli: per anni tra amiche abbiamo fatto delle “Aste toste”, ovvero dei pomeriggi in cui tra tisane, torte e biscotti, a suon di presentazioni esilaranti ci si scambiavano capi ancora in ottimo stato, ma che si era stufe di indossare per qualche ragione… non ti dico la montagna di roba che ho accumulato negli anni, soprattutto di vestiti “per stare in casa”! Un primo repulisiti l’ho fatto col primo trasloco: capo per capo mi sono chiesta se l’avessi indossato almeno una volta quell’anno. Se la risposta era no, via.
      La seconda selezione poi è arrivata a monte: anche a fronte di cose regalate la domanda base era (ed è) “mi piace davvero? lo metterò DAVVERO?”.
      Questo il mio percorso di alleggerimento 🙂

      I libri sono ancora negli scatoloni, parcheggiati a casa dei miei. Finchè non avrò trovato LA casa se ne staranno lì!

      Mi piace

      1. oh beh si…eh eh eh lo so bene. Io sono un accumulatrice nata…la tua idea è veramente carina delle aste toste.

        Da qualche anno invece a me capita che mi metto a pensare: caspita mi servirebbe un nuovo paio di pantaloni… oh mi piacerebbe possedere un paio di anfibi… oh…arriva l’inverno e sarà il caso di trovare dei maglioni… e taaac….mi arrivano in regalo (ora sono passati al mio tipo mentre io mi sono comprata i miei: i gettagrip che ora sono da collezione), li trovo buttati via in un saccone in condominio (due paia di pantaloni e due camicie e un bellissimo giaccone caldo). E cose così continuano a capitarmi (leggerai nel mio blog a breve)…anche per altre cose.

        Perfortuna però sono una fanatica del recupero e della trasformazione e quindi ho deciso che i miei vecchi vestiti se posso li riciclo…pantaloni che diventano gonne…e altre cosucce…anche da vendere. Appena sarà pronto il laboratorio (ho sforato parecchio la deadline del primo passo) potrò mettere finalmente in funzione la mia macchina da cucire che ho dotato di manovella (perchè il motore si è rotto).. invenzione questa del mio ex delle bici….ed è immensamente più controllabile del pedale e darò fondo alla creatività. (e spero che mi darà da vivere anche).

        Quanto ai libri…evito accuratamente di farmi la carta di credito ricaricabile e visitare la piattaforma di amazon, evito di trovarmi nei pressi dei mercatini qui a torino e mi porto i soldi contati se devo comprarne uno….fai te che casa mia non è grande ma non c’è quasi posto per appendere un quadro perchè le pareti più grandi sono coperte da scaffali. 😀

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...