Chi lascia la strada vecchia per la nuova

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Sta finendo il mese pattuito con T., la proprietaria di casa: questa è la mia ultima settimana qui. Avrei dovuto decidere se prolungare la permanenza anche per il mese di gennaio, dopo una sospensione natalizia. E ho deciso di no.

Questa casa è molto bella, sia come posizione, che come casa in sé. Lo è perché non è una casa “da affittare”, ma una casa che è di  T. che di subaffittare non aveva nessuna intenzione, ma si è trovata a farlo per avere un’ integrazione nell’ affrontare un mutuo che si è rivelato più alto di quello che pensava. Qui ogni dettaglio è studiato con la minima cura, dal tavolo di vetro al parquet in cucina, dai vari oggetti di cucina – design alle piante sulla finestra. Viverci con la proprietaria unitamente all’attenzione che chiede tutta questa ricercatezza mi fa sentire molto “ospite” e per nulla a casa mia. Ho detto che volevo circondarmi di bellezza, ma la bellezza da sola non basta, se rende la casa una vetrina in cui si ha sempre paura di fare un passo falso, di rovinare qualcosa, in cui il mio cane in comproprietà non può entrare e non possono nemmeno essere invitati una decina di amici per un aperitivo di compleanno, in cui mi sento in difetto se T. torna e mi vede a tavola con una persona invitata per pranzo o cena, o per un tè, perché ho la sensazione che non le faccia piacere.

Insomma: sono felice di essere venuta qui, mi è stato molto utile per il lavoro in cui mi sto impegnando e perché era il cambiamento di cui avevo bisogno. Ed è ora di cambiare di nuovo. E mi è utile anche capire questo, andare alla ricerca di un luogo adatto a me anche per esclusione, sommando una serie di esperienze.

Vedremo a gennaio dove sarò, l’improvvisazione continua ad essere mia fedele amica, anche per queste vacanze ormai prossime, in cui pensavo avrei fatto una serie di giri e invece per ragioni diverse tutti i piani sono saltati, si sono confusi, alcuni mescolati. Ma non me ne preoccupo, resilienza e adattabilità sono tra le mie doti più spiccate, in un qualche modo si farà. L’importante per me ora è essere in movimento, non fossilizzarmi per timore della fatica del cambiamento. Ho un’ottimistica tendenza, nonostante tutto, a lasciare la strada vecchia per la nuova.

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