Di casa in casa #2

La seconda casa sembra perfetta, almeno da quanto si legge nell’annuncio: camera singola per soli 3 mesi, tutto compreso 370 euro, dentro le mura, non centralissima, ma comunque in una bella zona. Insomma: ci si può adattare.  Non fosse che la comunicazione con l’inserzionista è difficoltosa: comunica solo via mail, al numero di telefono che ha inserito nell’annuncio non risponde mai e qualche giorno dopo lo cancella pure dal sito… Con scambi eterni di mail scarnissime decidiamo la data dell’appuntamento, gli avevo scritto chiedendo ora e luogo, mi risponde dicendo “Ciao, scusa il ritardo, sì va bene mercoledì”. Sì, ok,  ma dove vengo mercoledì?!?

Insomma alla fine riesco a strappare indirizzo esatto e cognome, arrivo accompagnata dal fido F. e al portone d’ingresso vedo un’altra ragazza, ha appena suonato allo stesso campanello. “Anche voi per la camera?” chiede. “Sì, io”. Saliamo. Lo stabile pur esternamente abbastanza anonimo, all’interno pare carino: belle scale, addirittura ascensore, tutto pulito. Arriviamo al pianerottolo e ci accoglie (accoglie forse è un’espressione un po’ eufemistica) un ragazzone alto e grosso, vestito in jeans larghi e felpa, privo di espressione sul volto, che guardando a terra ci dice “Qui ci sono le stanze”. La casa è buia, tutto il contrario della casa precedente, in cui tolta la confusione del ragazzo che la gestiva, la sensazione che dava era molto piacevole: luminosa, spazi comuni ampi, voglia di conoscere e farsi conoscere. Qui invece tutto sa di trascuratezza e istinto di sopravvivenza, insomma: ciò che di più lontano può esserci dal calore domestico. Le stanze in affitto sono due singole, effettivamente molto grandi, ma l’arredamento è  composto da una cozzaglia di mobili da discarica, con un materasso matrimoniale (che dall’aspetto, se solo fosse fornito del dono della parola, potrebbe avere molte storie da raccontare –  e non tutte belle ) poggiato su una rete (beh, almeno non è un “futon” come quello precedente), una specie di credenza coi vetri stile anni settanta (che dovrebbe fungere da armadio, credo) e un tavolo tondo scrostato. Tutto qui. Ah, no, dimenticavo: c’è anche una sedia rotta.
Il ragazzone spiega che la casa verrà venduta a gennaio quindi si affitta solo per tre mesi senza possibilità di prolungare la permanenza. Giro per la casa, vado nel bagno. Non fa completamente schifo, ma è squallido e sporco. Sporco come potrebbe essere sporco un bagno in una casa di un ragazzone un po’ punkabbestia (senza bestia però, o così almeno pare) che vive lì da nove anni. E idem la cucina. Mi affaccio al terrazzino, arriva l’altra ragazza, le chiedo se anche lei stava cercando una sistemazione provvisoria. Mi dice “No, io vorrei una situazione stabile, ma al momento a Bologna non si trova nulla, mi sa che me la prendo e poi provo a cercare altro con calma”. Nel frattempo è arrivata una ragazza erasmus. Ragazzone le sta spiegano in un inglese un po’ stentato la situazione, lei guarda la casa e sembra assai intenzionata a fermare la camera, immagino la ragione sia la medesima: penuria di case.

Fortunatamente nessuno mi sta cacciando di casa, così posso concedermi il lusso di ringraziare, salutare, uscire e una volta in strada guardare F. e dire “Vabè dai, anche no”. Lui mi guarda, alza il sopracciglio e annuisce. Così, quasi come contrasto a tutta quella ostentata trascuratezza di sé, ce ne andiamo a pranzare al Centro Natura, un self service bio un tantino radical chic in cui quasi ti cazziano se fai gli abbinamenti sbagliati. Mentre mangio la mia polenta con il gorgonzola accompagnata da verdure al vapore (ottimo abbinamento, pfiuuu!), penso che sì, decisamente troverò qualcosa di meglio.

Annunci

2 pensieri riguardo “Di casa in casa #2

  1. Continuo a seguire appassionatamente la tua ricerca di una casa e coinquilini, che spero saranno simpatici e di cui spero ci racconterai :come ti avevo già scritto mi incuriosisce vedere cosa può uscir fuori dal riunire nella stessa casa una serie di sconosciuti ognuno con le sue abitudini e particolarità…una specie di grande fratello ma non schifosamente trash in quel modo!
    Direi che il futon era meglio del materasso navigato…buona fortuna per la prossima!

    Mi piace

    1. Sono felice di saperti appassionata alle mie cronache di ricerca casa , se queste ti hanno divertita penso che anche le prossime non ti deluderanno 🙂 E’ incredibile quanta varia umanità ci sia in giro e come la si possa incontrare nella vita di tutti i giorni, facendo diventare anche la ricerca di una stanza una serie di avventure degne di nota!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...