Essere multipotenziali

Se alla domanda “Cosa farai da grande?” non sapevate rispondere a cinque anni, né a venticinque. E a malapena a trentacinque.

Se le passioni che vi hanno animati sono sempre state più di una.

Se qualche volta avete pensato che avere troppi interessi fosse un problema.

Se il non sentirsi specializzati in qualcosa vi ha generato (e tutt’ora vi genera) ansia.

Va tutto bene: siete persone multipotenziali ed è bellissimo, basta capire come usare efficacemente la vostra multipotenzialità: questo video è per voi.

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15 pensieri riguardo “Essere multipotenziali

  1. Letto adesso dopo aver risposto al tuo commento. Penso di essere esattamente così! Già alle scuole elementari e medie gli insegnanti me lo dicevano (“tu puoi fare tutto!”), però con il tempo da un lato mi è stato insegnato soprattutto a specializzarmi, leggasi laurea (cosa che non mi è mai piaciuta, perchè restringe la visione se non è accompagnata in modo sostanziale da altro) e dall’altro ho cominciato a pensare che fosse un problema mio avere più ambiti di interesse perchè non riuscivo a focalizzarmi solo su una cosa (e chi l’ha detto che ci si debba concentrare/specializzare solo in un settore? E se a me viene naturale interessarmi di più argomenti, sono malato?!?)
    Ora guardo il video… 😉

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    1. Spero ti abbia confortato e rassicurato sulle tue multipotenzialità! 😀 Mi è piaciuto molto il tema delle intersezioni fra ambiti diversi come spazi necessari alla creatività.

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  2. Bello questo aggettivo per autodefinirsi.
    Io da piccola devo aver preso alla lettera la frase “tu puoi diventare tutto quello che vuoi.”
    Infatti ogni anno io faccio un lavoro diverso 😀 ho lavorato come bagnina, come hostess, in banca, in un’ambasciata all’estero, al ricevimento, in un ufficio dell’università, in uno Yacht club, in un ufficio booking e blablabla. Quindi, ora posso usare una parola che mi definisca senza togliermi nulla (tipo chiedersi perché io mi diverta tanto a riniziare sempre da zero per provare esperienze completamente nuove). Sono multipotenziale e questa vita un po’ mi confonde e un po’ mi ispira ^-^

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    1. Da’ una certa pace pensare che la molteplicità di interessi che ci attraversano, senza che ce ne sia uno più intenso dell’altro – o almeno, non per troppo tempo – possa essere una risorsa piuttosto che una devianza. E avere una definizione aiuta, perchè la domanda che spesse mette in crisi è “E tu cosa fai?”, ovvero: qual è il lavoro che ti identifica? Dire ho fatto questo, ho fatto quello e per ora sto facendo quest’altro a volte, di fronte a tanta gente che ha scelto (?) una strada e da anni porta avanti sempre quella, fa apparire come bandierine al vento, come se non si sapesse quello che si vuole, come se ad una certa età non fosse più lecito essere ancora alla ricerca di qualcosa, o sperimentarne tante.
      Ed è bello sapere di non essere soli 🙂

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  3. ciao, ho trovato il tuo blog perchè cercavo il video ma comunque mi fa piacere conoscere altre persone come me. Non con un problema ma con una marcia in più.

    Fino a quando non ho visto quel video però io pensavo di essere sbagliata. Di avere dei seri problemi e del resto è quello che mi è stato sempre ripetuto sin da quando son piccola facendomi crescere con dei complessi molto seri (ho totalizzato più della metà dei miei anni sempre o in analisi o in psicoterapia).

    Ok la sto facendo pesante ma giusto per far risaltare l’eureka che improvvisamente ha illuminato il mio sguardo quando ho visto e soprattutto ascoltato le parole di sta tipa.

    Mi si è aperto un mondo.

    Mentre cercavo ho trovato un blog….(http://www.francescocanovi.com/cosa-significa-essere-una-persona-multipotenziale/) che indica anche un termine che secondo me sta a pennello dei potenziali delle arti visive e creative: rinascimentale…. renaissance viene usato in inghilterra…per indicare l’animo rinascimentale, appunto.

    Ovviamente non saremo mai come leonardo da vinci…però secondo me è già una bella cosa non sentirsi sbagliati e cominciare a vedere il nostro futuro da un nuovo punto di vista…

    🙂 ciao a presto.

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    1. Antigone benarrivata! Concordo sull’importanza di osservarsi sotto un altro punto di vista, nell’articolo che mi suggerisci mi piacciono le parole finali “Possedere un animo “multipotenziale” può costituire una grande occasione: se si diventa capaci di amministrare con disciplina questa caratteristica si possono aprire le porte a molte soddisfazioni, potendo sperimentare “tante vite” anziché percorrere una lunga strada senza bivi”. E’ vero che la multipotenzialità puo’ costituire una grande occasione, ma è vero anche che è necessaria disciplina per gestirla e non vagabondare da un’esperienza all’altra, per essere capaci ad un certo punto di creare delle connessioni tra i vari interessi sviluppati che diano organicità al proprio percorso di crescita… altrimenti la sensazione è un po’ quella di perdersi. Spesso ci si immagina le persone creative come entità benedette continuamente dall’ispirazione, a cui il processo creativo riesce facile. Non è così: a fronte di un’idea o progetto che si vuole sviluppare serve poi tanto metodo e costanza, e queste non sempre sono caratteristiche “innate”, serve determinazione e allenamento per svilupparle, almeno per la mia esperienza e ancora non credo di aver trovato una quadra 🙂

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      1. trovare la quadra…già

        le considerazioni del tipo che ho linkato sono senz’altro condivisibili… così come quella riguardante il fatto in relazione al termine renaissance spirit….significhi sopravvalutare un pò chi oggi è multipotenziale. A questa si riferiva la mia battuta su leonardo da vinci. era una frecciata acida perchè purtroppo se gli attuali multipotenziali del terzomillennio cincischiano va anche detto che oggi come oggi è molto difficile poter essere multipotenziali.

        Mentre ai tempi di leonardo da vinci la multpotenzialità era la norma per gli uomini di ingegno Trovatemi una biografia di personaggi famosi dell’epoca ma anche epoche successive sino all’affermarsi dell’industria e del capitalismo (mi spiace questa virata politica ma purtroppo il capitalismo ha molte responsabilità) che non sia un elenco di cose stupefacenti che questi facevano e che noi pure con tutto il progresso fatichiamo ad immaginare nella nostra vita.

        Non a caso si chiamava rinascimento.

        Adesso viviamo in un tempo che non appartiene più all’uomo ma al profitto. rendiamocene conto.
        E il profitto prevede che rendiamo bene al minimo salario. Rendiamocene conto. Dobbiamo scegliere la nostra strada e tutt’al più il resto viene relegato ad hobbies. Se i tuoi genitori poi sono nati durante la seconda guerra mondiale, o poco prima… poi è una tragedia.

        Il tuo incipit del post, ma anche quello della tipa nel video è più che dimostrativo…: gente che si sente sbagliata perchè a differenza di altri ha molti più interessi…. che vorrebbe giornate di 48 ore per fare tutto quello che gli gira.

        Epperò è una vita che solo chi ha delle garanzie alle spalle o da cui trae profitto riesce a fare.

        Il mio intento è proprio questo…trarne profitto.

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  4. Sì, aspettarsi che chi appartiene alle generazioni precedenti alla nostra (anche se non so la tua età immagino sia grossomodo la mia) comprendano un modo diverso di concepire la vita dal lavorare 8 ore al giorno per pagare il mutuo di una casa e mettere da parte i soldi per la pensione è ad alto rischio di delusione. Riuscire a slegarsi dalle aspettative degli altri è necessario, riuscire a liberarsi anche dalle proprie sarebbe benefico, ma molto difficile.

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  5. Buongiorno a voi! Anch’io multipotenziale e in cerca di una strategia per poter lavorare senza sentire l’angoscia di fare sempre le stesse cose.
    Le mie passioni sono pittura e grafica, artigianato, musica, cucina, alimentazione, culture dell’Asia…

    Ovviamente non sono esente dalle aspettative dei miei genitori e relativo giudizio su tutte le attività saltuarie che ho svolto negli ultimi anni…non è facile per nulla.
    Ma prima o poi mi deciderò a rischiare di più intraprendendo qualcosa di più stabile e remunerativo. Dico questo perché il pericolo di essere multipotenziali è quello di usare questa qualità come giustificazione alla propria pigrizia e incostanza (sto parlando di me stesso).

    Voi cosa fate di pratico nelle vostre vite?
    Grazie per le eventuali “multi” risposte 🙂

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    1. Ciao, bentrovato! Lieta di una nuova voce e testimonianza multipotenziale 🙂
      Penso che tu abbia ragione e che il rischio ci sia, di correlare multipotenzialità e pigrizia. Non è facile trovare una strategia efficace e credo che la pigrizia derivi anche dal fatto che creare percorsi “diversi” da quelli consueti richiede tanta energia, più di quanta crediamo. E per questo capita di passare giornate un po’ sgonfie, a chiedersi se ha senso gestire le cose in questo modo o se sarebbe meglio specializzarsi in qualcosa e mettersi l’anima in pace una volta per tutte.

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  6. Ciao a tutti!! Finalmente ho trovato un gruppo in cui probabilmente mi sento compresa. Anch’io sono Multipotenziale, diciamo che fin da piccola mi sono dedicata a molte cose anche contemporaneamente… quando si arriva all’etá del lavoro tuttavia questo non é piú cosí semplice. Il mio problema principale é soprattutto l’incapacitá di condividere il mio stato d’animo con gli altri. Sono una persona molto attiva, ho vissuto all’estero qualche anno dopo aver lavorato per Camera di Commercio, Progetti sociali, Traduttrice, Hostess… mi sono recentemente licenziata dall’azienda per cui lavoravo perché “non la sentivo piú mia”. Sono nella fase di transizione, la piú critica. 🙂

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    1. Ciao Mrs Brightside, felice che ci abbia trovati… a quanto pare non siamo affatto pochi! Viviamo un mondo in cui l’amore per la cultura e l’apertura alle passioni a 360° sembrano dover essere scartate in funzione di una specializzazione massima che pare essere l’unica ammessa a farti trovare un lavoro… e nonostante questo ci siano tante persone che si oppongono e vanno in direzione inversa. Non è facile, ma sapere di non essere gli unici aiuta, ma soprattutto credo aiuti ciò che la multipotenzialità ci ha permesso di conoscere e apprendere: la sfida grande sta nel riuscire a tracciare un disegno capace di unire tutti questi punti. Buona transizione dunque, passa di qui a raccontearcela se vuoi 🙂

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