“Se è buono, stai sul pezzo”

IMG-20150930-WA0019Mercoledì sono andata a vedere una splendida mostra fotografica: “Icons and Women”, di Steve McCurry. Si trova a Forlì ed è visitabile fino al 10 gennaio. Pur non condividendo alcune scelte espositive nella prima parte dell’allestimento (riflessi di luce sulle opere e fotografie di piccole dimensioni posizionate molto in alto), consiglio assolutamente di visitare questa mostra. Compreso nel prezzo del biglietto viene fornita un’audioguida in cui la voce dello stesso McCurry spiega la storia, le ragioni e le scelte compositive di alcuni tra i bellissimi scatti presenti. Oltre alle foto, nel corso della visita è possibile anche assistere a due proiezioni, una che racconta la storia del suo scatto più famoso, la giovane profuga pakistana dagli occhi magnetici, di come venne scattata quella foto e di come, diciassette anni dopo, riuscì a ritrovarla. La seconda raccoglie una serie di consigli e riflessioni sul lavoro di fotografo e in generale sul seguire le proprie passioni, consigli utili per chiunque senta un fuoco bruciare dentro  e si stia chiedendo come fare ad alimentarlo. Sinteticamente sono questi:

  1. IMG-20150930-WA0005SEGUIRE LA PROPRIA PASSIONE
    cercare situazioni in cui sentirsi coinvolti, narrare storie che ci toccano profondamente, e in cui crediamo;
  2. PRENDERE PARTE ALLA CONVERSAZIONE
    essere testimone degli eventi, essere una parte attiva, fare in modo che le persone vengano informate;
  3. POCO TEMPO PER IL VIAGGIO, MOLTO PER GLI SCATTI
    ridurre al minimo gli spostamenti in modo da avere più tempo possibile per dedicarsi alla fotografia: se si ha una settimana a disposizione non ha senso impiegarne cinque di viaggio e restare con solo due giorni per raccogliere informazioni, foto e materiale in generale;
  4. AVERE UNA BUONA SQUADRA
    lavorare con le persone sbagliate può far perdere moltissimo tempo e occasioni;
  5. SE E’ BUONO, STAI SUL PEZZO
    quando si trova qualcosa di buono (situazione, immagine, storia) bisogna stargli attaccato e non mollare.

Personalmente sento questi cinque consigli calzarmi a pennello, alcuni come buoni propositi per il futuro, altri come riflessioni su situazioni passate. E’ verissimo che la squadra sbagliata può rovinare un lavoro ottimo in partenza: l’ho sperimentato sulla mia pelle come essere in quattro con solo due persone che “tirano” è molto molto molto peggio che essere solo in due, ma entrambi motivati. Allo stesso modo mi piace il ragionamento sul non perdere tempo: il tempo che si ha a disposizione va utilizzato per immergersi completamente in quel che si vuole fare, e questo dovrei ripetermelo ogni mattina, cercando di ridurre al minimo il tempo perso non solo a livello logistico, ma anche dietro ai “chissà-forse-oppure”. Il desiderio di prendere parte alla conversazione è quello che mi spinge a non voler essere una semplice spettatrice dei fatti del mondo, ma ad utilizzare quello che sento di saper fare bene per fare la mia parte. Infine stare sul pezzo: questo consiglio mi scuote molto. Perché significa che bisogna fidarsi di noi stessi, smettere di essere dubbiosi. Siamo noi a decidere cosa è “buono”, è il nostro istinto a farcelo capire e a quell’istinto bisogna affidarsi. E non mollare.

Tornando alla mostra, un paio di consigli: se andrete a visitarla avete diritto a degli sconti se possedete alcune tessere (ARCI e altre, per info specifiche contattate gli organizzatori, sul comunicato in rete non era indicato). E se una volta terminata la mostra avrete un languorino, andate fiduciosi nella piadineria vicino alla piazza: come vi spiegherà il simpatico e accogliente proprietario, non troverete solo piadine tradizionali (con lo strutto), ma anche piade vegetariane e vegane e impasti particolari, anche per quanto riguarda i “tortelli alla piastra”, specialità tipica delle colline forlivesi che del tortello ha solo il nome: si tratta infatti di rettangoli farciti, simili all’erbazzone reggiano, ma con la sfoglia più secca, che in quella graziosa piadineria propongono anche in ottime varianti vegane con zucca, patate e funghi porcini, o mozzarella di riso o ricotta di soia. Buona gita!

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