Cercare, senza paura del ridicolo

Come tanti altri, sono uno che senza troppi pregiudizi, senza paura del nuovo o del ridicolo, cerca. Cercando, ho forse trovato la cura perfetta per il mio cancro? Certo no, ma almeno ora son sicuro che quella cura non esiste, perché non esistono scorciatoie a nulla: non certo alla salute, non alla felicità o alla saggezza. […]

Sono tornato, dopo tanto viaggiare, al punto di partenza? A credere solo nella scienza e nella ragione? Niente affatto. Ora più che mai penso che niente è da escludere a priori e che è sempre possibile trovare qualcuno o qualcosa di prezioso nei luoghi e nelle circostanze più imprevedibili. I miracoli? Certo che esistono, ma sono convinto che ognuno debba essere l’artefice del proprio. Soprattutto sono convinto che la nostra conoscenza del mondo e di noi stessi è ancora estremamente limitata e che dietro le apparenze, dietro i fatti, c’è una verità che davvero ci sfugge,  perché sfugge alla rete dei nostri sensi, ai criteri della nostra scienza e della nostra cosiddetta ragione.

Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra

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16 pensieri riguardo “Cercare, senza paura del ridicolo

    1. Ciao! Grazie, ho apprezzato! Come procedono i lavori nella casa in campagna? Sarà una seconda casa, rifugio in cui scappare quando la città si fa troppo opprimente, o diventerà LA casa? In ogni caso buon lavoro 🙂

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      1. Ciao Emme, allora come va, si tira avanti? 😀
        I lavori procedono, anche bene, ma c’è da fare ed è dura. Poi dopo un anno di lavoro d’ufficio ho anche una gran voglia di staccare la spina. Da tre quattro settimane mi sento un po’ apatico e questa cosa non mi piace… sarà stanchezza? Spero sia solo quello.
        Quella casa diventerà LA casa, eh eh, se downshifto lo faccio fino in fondo! Il posto è meraviglioso, tra Langhe e Roero.
        Hai letto la mia risposta al tuo messaggio, sul mio blog?
        Ciao!

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      2. Ciao Fabio, mi chiedi come va? Bella domanda… periodo discretamente umorale, tento di navigare a vista anche se sto cercando di fare più chiarezza possibile sulla meta, cosa piuttosto difficile al momento: monolocale in centro o partire per un viaggio senza biglietto di ritorno? Continuare a credere in quel che voglio fare o smettere di ostinarmi e cambiare strada?

        Mi auguro che la tua apatia sia solo collegata alla stanchezza, ma se sei simile a me spesso nasconde altro… sei in vacanza o ci stai per andare? Qualche bel giro in bici in programma?

        Risposta letta, un saluto! E se vuoi chiamami Mari 🙂

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  1. Mari ciao, l’apatia per fortuna sta svanendo. Intuivo che potesse essere così, in genere sono uno che tenta di motivarsi sempre, ma non avevo più voglia di fare neanche quello. Diciamo che dopo un anno di lavoro, l’ennesimo passato in un certo modo, credo di pagarne le conseguenze, a livello di vitalità. Da un mesetto però mi reco in ufficio solo 3 volte a settimana (gli altri due giorni lavoro comunque da casa) e sento già il miglioramento, ma è solo l’inizio; il primo agosto, invece, parto per il mio prossimo cicloviaggio. Proprio oggi ho trattato con il muratore: verrà a farmi i lavori a fine agosto, doveva venire prima ma io non volevo assolutamente rimandare le vacanze… morale: oggi sono molto contento di questo, anzi, sono entusiasta! E questa mia reazione mi sta aprendo gli occhi su quali siano i miei reali bisogni (che poi le mie non sono vacanze in senso classico, sono veri e propri viaggi on the road e più vado avanti e più li trovo arricchenti), su quali ingredienti debba donare alla mia vita per recuperare l’entusiasmo e la spontaneità. Insomma, vivendo e progettando cose che farò scopro il perchè dell’apatia.

    Non sono sicuro di aver compreso i tuoi dubbi, quando scrivi “Continuare a credere in quel che voglio fare o smettere di ostinarmi e cambiare strada”. Credo che non dovresti rinunciare a credere in ciò che vuoi, purchè sia veramente quello che vuoi e non quello che la società vuole da te.
    Rimanere fermi, in ogni caso, non aiuta. Siano anche piccoli passi, bisogna scrollarsi per sentire e pensare già diversamente… e la determinazione anche per le cose più impegnative, arriva.

    Di dove sei Mari, se posso? Io scrivo da Torino

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    1. Ciao Fabio, sono d’accordo quando dici che rimanere fermi non aiuta. Chiedermi se quello che voglio lo voglio davvero è ciò che mi mette più in crisi al momento: per quanto io abbia sperimentato e riflettuto e vissuto in modi e tempi completamente altri rispetto a quello che la società si aspetta (e tutt’ora è così), ora non so se quelle erano davvero scelte o piuttosto scorciatoie, in stile “la volpe e l’uva”: vivo così perchè voglio vivere così o perchè non sono riuscita a vivere altrimenti? E poi: volere, cosa significa? Essere disposti a tutto per raggiungere uno scopo? Non so. Quello che vorrei io professionalmente probabilmente nell’epoca pre crisi si sarebbe potuto sviluppare non dico facilmente, ma non con questa difficoltà. Quindi ora mi chiedo se mi sto incaponendo su qualcosa che non mi decido a definire “irrealizzabile” o se invece dovrei continuare e insistere (e in quel caso si fa strada un certo senso di colpa sul non stare facendo abbastanza…)
      Io sono di Bologna, bella Torino! Ci sono stata diverse volte ed è una città che mi è sempre piaciuta, mi ci sono sentita a casa, forse non sei la persona più adatta a cui dirlo visto che il tuo obiettivo è abbandonarla, ma è davvero una bella città. Le zone intorno non le conosco, ma chi c’è stato mi ha parlato di paesaggi e luoghi bellissimi 🙂

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  2. Buongiorno Mari,
    sì Torino è bella, o meglio, il suo centro storico lo è, sebbene l’ultima guerra mondiale ne abbia cancellata una buona parte (mi pare il 38% ma non so di questa percentuale quanto sia stato ricostruito). Diciamo che non scappo dalla città ottocentesca, ma da quella che vi è cresciuta tutto intorno con i suoi palazzi anonimi, il traffico, lo stress, in consumi, l’apparire e la mentalità che considera lavoro e soldi al primo posto.
    Se fossi vissuto cento anni fa, avrei voluto cambiare aria? Non credo, anche perchè mi sarebbe bastato camminare per pochi km dal centro per ritrovarmi in una splendida campagna che ora non esiste più. E in città il massimo rumore sarebbe stato quello degli zoccoli dei cavalli e il vociare dei venditori. I miei piani si sono dovuti adattare ad una diversa realtà… una realtà che non mi piace (ma che non ho certo rifiutato subito o per incapacità di affermarmi in qualche modo, cioè non sto a fare come la volpe con l’uva). E con provo a dare la mia risposta alla tua domanda “vivo così perchè voglio vivere così o perchè non sono riuscita a vivere altrimenti?” Io ci ho provato e creduto a vivere nel modo in cui la società si aspettava che vivessi, eppure sono giunto lo stesso a questo punto. Non condivido i (dis)valori, lo stile di vita, lo strafare senza motivo (se non per soldi, dovere e simili), la superficialità, ecc. Qualcosa vorrà dire credo. Se i luoghi, le persone che frequento, la mentalità comune non fanno per me, prenderne atto è solo un bene. Non è colpa mia se il mondo gira storto oggi. A questo punto però, ho bisogno di costruire un’alternativa e per farlo devo ricorrere anche all’inventiva. E’ tutto da scrivere ancora e credo che possano mancare molti punti di riferimento.

    Però alla base c’è una decisione. Forse i tuoi dubbi derivano dal non averla ancora presa nettamente, dal non esserti ancora detta “no!” e quindi non agisci ancora in base a quella. Se una strada può riservare sorprese, credo che i bivi li scegliamo noi. C’è ancora qualcosa che ti lega (è normalissimo) ma tu aspetti che il legame si sciolga da solo, mentre devi essere tu a spezzarlo.

    Ciao

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  3. Idee per trovare luoghi, persone e mentalità più adatte a te? 🙂

    E’ una ricerca non facile, nelle esperienze comunitarie che ho conosciuto in giro per l’italia non ho mai trovato una situazione che mi facesse sentire a casa, che avrei voluto replicare: so bene che per come sono fatta non credo troverò mai qualcosa iniziato da altri a cui accodarmi, ho bisogno del mio disegno… ma il disegno ora è troppo confuso. Ho lasciato lavori “sicuri” perchè non riesco a costringere me stessa per piu’ di un certo periodo a fare un lavoro che non mi stimoli, che non mi piaccia. L’ho fatto convinta di poter fare altro, di poter fare di meglio. E ora mi trovo in questa situazione, in cui non mi pentirei mai dei licenziammenti ma allo stesso tempo mi domando se riuscirò mai a sviluppare davvero un lavoro che soddisfi la mia vita e dia il giusto spazio alle mie qualità e capacità, o se tutto ciò che mi si prospetta sono lavori alienanti senza nessun senso nè utilità per il pianeta…

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  4. Idee per trovare luoghi, persone e mentalità più adatte a me? Direi che sperimentare è l’approccio che bisogna cercare di seguire, ma credo che tu lo sappia. Nel mio caso, viaggiando in bicicletta non ho scoperto che la natura mi piace (questo già lo sapevo in fondo) ma l’ho conosciuta e ho capito molto di più. Mi sono reso conto di quanto apra la mente e ci infonda armonia, di quanto spesso i nostri pensieri, nevrosi, sono solo dovuti al fatto che non viviamo in un habitat naturale. E’ proprio così. E la conseguenza di questo è che, invece di sperimentare altro, ci accaniamo nel sistema riempendoci la vita di palliativi e surrogati vari. E quindi ho capito che il requisito di vivere nella natura era per me irrinunciabile.
    Un’altra idea è leggere, immaginare, rubare anche idee, se ci piacciono. Divertirsi. Se una cosa ci piace potrebbe fare per noi, bisogna provare, ma bisogna anche allargare i propri orizzonti (basta poco in fondo).
    Infine bisogna evitare di volere tutto e subito. Siamo cresciuti in una società che vizia, perchè tutto è acquistabile o quasi, basta pagarlo a rate. Tutto è già pronto, definito, studiato per soddisfare la maggior parte degli acquirenti e noi non siamo più abituati a coltivare, passo per passo, ad attendere che gli eventi maturino, ad apportare modifiche qua e là, come si farebbe con un orto. Non abbiamo pazienza e abbiamo tanta fretta immotivata e questo gioca contro di noi.

    E’ bello “Un altro giro di giostra” di Terzani? Io sto leggendo “Un indovino mi disse”, mi piace, soprattutto per certe riflessioni sulla modernità, sul progresso, che all’epoca (1993) si stavano divorando la vecchia Asia, livellandola sul modello capitalista occidentale. Divertenti anche gli incontri con i vari indovini… Terzani è simpaticamente diviso fra il proprio scetticismo e il fascino verso il mistero e lo sa descrivere con la sua leggerezza mai superficiale 🙂

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    1. Non so se definirei “bello” il libro di Terzani che sto leggendo ora. Sicuramente mi ritrovo nel suo, come dici tu, essere diviso tra scetticismo e fascino, forse l’influenza di questa lettura si evince abbastanza nel mio ultimo post 🙂

      Hai ragione nel dire che non bisogna volere tutto e subito. Come scrivevo precedentemente la mia angoscia sta nel timore di non riuscire a differenziare una testardaggine inutile da una volontà proficua, ma oggi mi sento ottimista e volenterosa e sensata, quindi mi pare che quello che sto facendo abbia un senso e possa avere un futuro. Sar° l’effeto dei fiori di Bach? 😀

      Grazie, davvero, per i suggerimenti che mi dai. Ci penso alle cose che scrivi, a volte le risposte le sappiamo, altre volte le immaginiamo, altre sono lontane. E in ognuno di questi casi vederli scritti da altri fa sempre bene. Fa bene sapere che c’è qualcuno che condivide la tua ricerca, che si fa e si è fatto domande e che può darti spunti con le sue risposte.

      Che giro farai in bicicletta quest’anno?

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  5. Ciao Mari, ho letto qualche giorno fa il tuo post ma lo rileggerò. Anche io non penso che il libro di Terzani sia definibile come “bello” ed è per questo che ti chiedevo (in genere sono piuttosto netto nei gusti), forse perchè assomiglia di più ad una raccolta di impressioni, riflessioni e aneddoti. Eppure conquista lo stesso, qualcosa di decisamente buono mi sta trasmettendo.

    “Testardaggine inutile” Vs “volontà proficua”: se provo a rimuovere gli aggettivi “inutile” e “proficua” e unisco i termini rimanenti in un’unica espressione con una piccola modifica lessicale, ottengo “testarda volontà” e mi sembra una gran qualità. Che tu voglia per forza vedere come separate le due facce della stessa medaglia per crearti ostacoli che non esistono? E poi quale sarebbe il criterio secondo cui una cosa passa da inutile a proficua? Soltanto il non perseverare abbastanza, io credo 😉

    Mi fa piacere che i miei suggerimenti ti servano e per me è lo stesso. Uno scambio fra persone in cammino può essere molto “proficuo” 😉
    Ciao!

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  6. Dimenticavo di rispondere all’ultima domanda… sarò nell’entroterra ligure, territorio dimenticato dalla nostra civiltà turbo perchè montuoso e dai collegamenti difficili, eppure, a quanto leggo, ricco di storia, dalla natura selvaggia e dal clima salubre. Poi sarò sull’appennino tosco-emiliano nel Casentino, altra zona semidimenticata ma molto bella, fra borghi medioevali e castelli. In seguito un giro nella Toscana centro meridionale (con il suo Brunello di Montalcino e borghi come Pienza, Pitigliano, ecc.) e, a seconda del tempo rimanente (comincio a detestare il misurare il tempo), girerò fino allo scadere fra Umbria e Marche.

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    1. Mi sembra un bellissimo programma! Dell’entroterra ligure conosco pochissimo, ma deve essere piena di fascino . L’appennino tosco-emiliano ti riserverà belle sorprese, non so fin dove ti spingerai, ma se dovessi passare dalle parti di Castel del Rio ti consiglio assolutamente un tuffo al fiume in località Moraduccio: tra i vari fiumi che ho sperimentato finora è assolutamente il più bel posto in cui fare un bagno e rilassarsi. Circondato dalla natura, scorre tra una riva di ciottoli e l’altra di lastre di pietra, in un canyon un tantino “friabile” (parte della strada per scendere al fiume è franata recentemente e hanno chiuso il transito ai veicoli, ma a piedi (o in bici) non avrai problemi), completa il quadro una fantastica cascata!
      Quanto tempo prevedi di stare via?
      Io sono appena tornata da 4 gg di mare nel Conero, vedevo ogni tanto dei ciclisti arrampicarsi su quelle ripide colline e tenendo conto delle temperature assurde di questi giorni provavo un misto tra ammirazione e incapacità di comprenderne cosa li spingesse a quella fatica in quelle terribili ore caldissime… 😀
      Spero che il mese di agosto ti riservi temperature un po’ meno faticose…
      Un saluto!

      PS:”Testarda volontà” è un taglia&cuci che mi è piaciuto molto, proverò a farmelo stare bene addosso 🙂

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