I sogni nel cassetto

C’era una domanda nel Liebster Award che nella sua semplicità mi ha dato molto da pensare: qual è il mio sogno nel cassetto? Ho risposto parlando del lavoro, ma quella risposta ha evocato altri pensieri, cui faticavo a dare forma, e che all’improvviso sono stati calamitati da tre parole: Casa, Alimentazione, Naturopata.

CASA: non riesco più a tornare stabilmente in quella che dovrebbe essere casa mia, ma che sento sempre meno come un luogo in cui vorrei stare. Desidero un luogo da rendere mio, in cui pensare al colore delle pareti, da arredare pian piano, dando forma ad una visione armonica.

ALIMENTAZIONE: avrei voglia di ritrovare un equilibrio alimentare. Di tornare in sintonia col mio corpo, sentire di cosa ha bisogno e darglielo. L’altro giorno mio padre mi ha raccontato di aver letto tutte le etichette dei biscotti venduti in Coop: avevano tutti l’olio di palma, tranne un solo marchio. Ieri poi ho ascoltato un pezzo di Report in cui raccontavano le schifezze che mettono dentro le brioches dei bar. Sì, certo, già si sapeva che proprio sane sane non fossero… ma che il miele dentro alla brioche al miele non fosse miele, ecco questo davvero dà la misura di dove siamo arrivati. Oggi allora dopo tanto tempo sono capitata per caso in un NaturaSì, e ho pensato di prendere un paio di cose. Guardavo i prodotti, guardavo i prezzi e mi sembrava assurdo spendere tutti quei soldi solo per avere la garanzia di avere cibi sani, non avvelenati. Non c’è nulla di più sano di quello che posso cucinare a casa, con ingredienti base, sapendo cosa uso, andando a fare la spesa ai mercati contadini, sostenendo le piccole realtà di produzione locale onesta che ho intorno. Mi sono rimessa a pensare a quando abitavo in campagna, in un maldestro tentativo di vita comunitaria, e facevo il pane, la pizza, i biscotti, le torte, le marmellate. Vorrei tornare a gestire diversamente la mia alimentazione, la cucina, il momento dell’acquisto del cibo, della sua preparazione. E, anche, della sua condivisione.

NATUROPATA: Mi telefona amica V. e mi dice di essere stata da questa naturopata osteopata iridologa. Dice di essersi trovata benissimo, ascoltata, capìta e di aver iniziato un trattamento a base di cibi eliminati e  altre sostanze naturali integrate e di sentirsi già molto bene, i mal di testa che la affliggevano da un po’ sono spariti. Che voglia che avrei di trovare una persona competente e capace, in grado di approcciare il disturbi del corpo olisticamente, come segnali di qualcosa da esplorare, capace di accogliere i sintomi non come qualcosa da zittire con due antidolorifici, ma in grado di arrivare alla causa. Sì, è facile essere presi per il naso in questo ambito, spendere un sacco di soldi per pseudo teorie non dimostrate scientificamente. E la questione dei costi mi frena molto, perché ovviamente non ci sono solo i costi (alti) della visita, ma anche di tutte le fantastiche robe naturali che chiaramente costano un occhio della testa… Però è anche vero che ho un dito addormentato da 20 gg e il torace che mi fa male da 10 mesi e a fronte di esami che continuano a confermare che tutto va perfettamente, mi piacerebbe trovare qualcuno capace di andare a fondo nella lettura di questi sintomi, perché nonostante i risultati degli esami a me non sembra normale non stare bene quando dovrebbe andare tutto bene…

CASA – ALIMENTAZIONE – NATUROPATA: sono alcuni degli ingredienti diversi e interconnessi della realtà che vorrei costruire, alcuni mattoncini del mio sogno nel cassetto, un sogno che da fumoso che era inizia a delinearsi come piuttosto complesso e articolato… La casa come un posto armonico, a cui dedicarmi, in cui stare bene quando mi sento stanca e non ho voglia di socialità. La casa  anche come  luogo dell’alimentazione per eccellenza. Giusto l’altra sera discutevo con un amico su come, in verità, non credo esistano ristoranti che preferisco ad una cena ben cucinata da me o da un paio di amiche e amici in particolare. Da molto tempo non cucino una cena con la C maiuscola, forse perché da quando ho traslocato è completamente cambiato il mio rapporto con l’alimentazione, probabilmente anche per segnare un confine netto tra quello che è stato e quello che è. E ora quel rapporto mi manca. Mi piace fare la spesa e cucinare in solitaria per l’ospite che verrà a cena, ascoltando musica, sorseggiando un bicchiere di vino, mi piace che sia tutto pronto poco prima  che suoni il campanello. E mi piacciono anche le cucinate a quattro mani, quando si decide per un menù particolare con qualche persona appassionata, e si preparano le cose insieme. Ma amo anche anche stare a  guardare, mentre qualcuno cucina per me, perché so che è più faticoso trovare qualcosa da far fare all’ospite solerte che vuole aiutarti, piuttosto che fare tutto da sé. Infine, la naturopata di cui mi hanno raccontato, più che essere una persona reale da cui vorrei andare, probabilmente rappresenta un’idea di come vorrei occuparmi della mia salute non solo in caso di malessere/malattia, ma con una modalità sempre valida che coniughi attività fisica, alimentazione sana e sana gestione del mio tempo.

Dato che i sogni nel cassetto fanno la muffa, è ora di iniziare a far prendere loro un po’ di aria.

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5 pensieri riguardo “I sogni nel cassetto

  1. Sono ottimi propositi, anzi, nuovi inizi, che a scrivere propositi si rischia che restino “solo” tali.
    La casa: sì, assolutamente sì. Resta il punto fermo, il luogo da cui partire e a cui tornare. Ti auguro che sia quanto più vicina a quella che desideri.
    L’alimentazione: sono d’accordo su tutto! Trovo assurdo ricorrere ai costosissimi prodotti macrobiotici e biodinamici dei biosupermercati per considerare sana la propria dieta e magari non aver mai provato l’emozione del mettere le mani nella farina per fare il pane, sbattutto le uova per una frittata, raccolto una verdura dalla pianta…cucinare semplice ma coi sentimenti, partire da materie prime semplici e locali, è questo l’atto rivoluzionario nei confronti delle schifezze che ci vorrebbero propinare…
    Naturopatia: alzo le mani, perché non ne so niente,ma capisco il bisogno di trovare altre vie!
    Buona giornata, grazie per il Liebster!! 🙂

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  2. Interessanti gli argomenti che tocchi e condivido la tua visione su casa, cibo e salute. Sto facendo i lavori in quella che sarà la mia casa in campagna e grazie a questo la sto sentendo sempre più mia. Sul cibo è tutta una gran fregatura: se è chimico costa poco, se è naturale costa uno sproposito. Del resto se siamo disposti a spendere X per il cibo chimico/sintetico, siamo anche disposti a spendere non 2X, ma 10X per quello “buono”, grazie alla pressione psicologica che subiamo.
    Bella la tua visione della salute, Tolstoj diceva che “nonostante i farmaci e i dottori” le persone guariscono. Ecco, appunto, sarebbe ora di iniziare a capirsi, ad auto-osservarsi, ad ascoltare il proprio corpo, e a smetterla di affidarci ai dottori che possono sì aiutarci (non sono spinto come Tolstoj), ma solo se noi siamo i primi ad assumerci la responsabilità (e quindi anche comprensione) della nostra malattia. Sempre che siano dottori affidabili e che non facciano marketing con le medicine.
    Grazie per la nomination al Liebster, vedrò di scrivere qualcosa anche se non seguo molti blog!

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    1. Prego! Mi farà piacere se risponderai alle domande, e anche se fosse un solo blog che vale la pena segnalare, benvenga!
      Immagino debba essere una sensazione molto bella e intensa quella in che si prova nel momento in cui si dedica del tempo a sistemare una casa da sentire propria, buon lavoro 🙂

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