E ‘sti cazzi!

Non so che cavolo sia, giovedì piantavo semi di fiori nella terra, ero in pace e pensavo di ritirarmi in un monastero a meditare. Ora invece sento la primavera sconquassarmi totalmente, mi mette ansia, mi toglie il buonumore, mi gonfia, mi butta pensieri stravolti in testa, mi carica di tensione ed erotizza i miei sogni. E ho deciso che va bene: mi godo anche lo sgodo. Mi arrendo al caos e me ne vado appositamente in Coop a cercare del comfort food: mi aggiro come una tossica tra le scansie, le percorro avanti e indietro, al telefono prima con S. e poi con I. e mentre parlo prendo in mano qualcosa e chiedo pareri. “Che ne dici delle focaccine alle olive del Mulino Bianco? Quelle a cui fa la pubblicità Banderas?”. Dall’altra parte del telefono me le approvano, ma non ce la faccio. Non ancora. Devio su wafer al cioccolato ricoperti di cioccolato, patatine tipo polistirolo, vino bianco e un paio di birre: ma quanto è bello assecondare i miei stati d’animo scazzati? Poi. Faccio outing: è da quando l’abbiamo messo l’altro giorno in radio che ho voglia di ascoltare Tiziano Ferro. Sì, esatto. Proprio Tiziano Ferro. Che vanno bene tutti i vari gruppetti indie e cantautori e tutte le robe impegnate, difficili e intellettuali che ci piacciono tanto. La classica, il funk, lo swing, il jazz manouche, i canti popolari e tutto il resto… ma diciamocelo, diciamolo una volta per tutte: quanto cazzo mettono di buon umore certe canzoni pop? E mo’ beccatevela pure voi, e viva la leggerezza!

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