Primavera

IMG_20150417_012320Ho fatto il cambio degli armadi. E’ stata un’attività che ho sempre mal sopportato.

Il trasloco di ottobre mi ha aiutato a fare molta pulizia. Molta chiarezza. Ad eliminare ingombri fisici e mentali. Tra gli ingombri fisici c’erano di certo le tante, tantissime cose inutili che avevo accumulato negli anni e quella del trasloco è stata l’occasione perfetta per selezionare, valutare, buttare (o regalare). Così, il cambio armadi (poi non so perché parlo al plurale, visto che nello stesso armadio sono riuscita a fare entrare tutto: vestiti di stagione appesi o piegati, quelli non di stagione impacchettati e stivati) quest’anno è passato – non proprio in maniera indolore, ma più serenamente e ordinatamente degli anni scorsi.

Ho fatto un’ulteriore selezione per la prossima asta tosta (dicesi asta tosta momento con amiche e amici in cui ci si ritrova e ognuna porta vestiti, scarpe oggetti che non usa più. Si, ci sono tanti modi alla moda di chiamarlo “Baratto”, “Swap Party”, ma a parte il fatto che noi abbiamo iniziato a farlo un sacco di anni fa, prima che queste cose andassero di moda, la caratteristica di questo incontro è che abbiamo preso a gestirlo come un’asta: ognuna presenta i propri capi e qualora ci sia un capo conteso chi se lo contende deve trovare il modo di risolvere la questione 🙂 Ovviamente la parte più divertente è la presentazione di capi inguardabili, in cui l’ex proprietaria deve tirare fuori le sue migliori doti affabulatrici per convincere qualcuna a portarsi a casa quel capo orrendo…).

Ho deciso di selezionare le cose in questa maniera: quest’anno questo capo l’ho usato almeno una volta? Sì, lo tengo; no, va nel cesto dei capi asta tosta.

Oltre al caIMG_20150417_012113mbio degli armadi c’è un’altra cosa importante: oggi pomeriggio ho rimesso mano al giardino. Con il mio coninquy, nonchè proprietario di casa, ci siamo dati appuntamento (perchè non ci vediamo mai) un giorno ben preciso di marzo per sistemare la selva oscura sviluppatasi sul fazzoletto di terra che si trova sul retro della casa. In quel giorno abbiamo estirpato erbacce, potato una pianta di rosmarino gigante, ridimensionato l’enorme pianta di salvia, spostato sassi, buttato cose, estirpato menta che infestava mezza aiuola. Il progetto era di piantare qualche peperone, melanzana, pomodoro, basilico. Avevamo anche recuperato la serra per i semenzai. Se non fosse che, senza appuntamenti, le cose condivise non accadono, almeno qui. E così sono passate le settimane, non è stato piantato nessun seme, e il giardino stava mano a mano riprendendo il suo stato di abbandono, complici i forti venti che hanno scarabattolato le quattro cose presenti, le piogge che hanno creato fondi melmosi nei vari sottovasi e quell’odore di alga che aleggia nei giardini con acque stagnanti.

L’unica cosa che ho piantato – anzi, trapiantato – è una piantina di viola gialla, regalatami da non so quale negozio per la festa della donna. L’ho messa in fondo, sotto al susino, e mentre la trapiantavo mi si è ribaltata e i piccoli steli coi tre fiori che aveva si sono spezzati 😦 . Il trapianto però ha funzionato e pochi giorni fa si sono aperti altri tre fiori gialli. Così oggi ho deciso. Inutile aspettare, inutile anche avere uno spazio così e lasciarlo abbandonato a se stesso. Si pensa sempre di non avere tempo, ma a volte basta solo un po’ di buona volontà. E mentre ero in Coop, su due piedi, ho pensato di prendere dei semi di fiori: guardando tempi di semina e fioritura i più adatti in questo periodo erano i crisantemi. E crisantemi siano. Arrivata a casa ho iniziato a strappare erbacce e rastrellare e smuovere il terreno, ho seminato e annaffiato e vedremo che succederà. Ora cercherò altri fiori adatti a ad essere seminati direttamente a terra in questa stagione, voglio un piccolo e grazioso giardinetto in cui farmi gli aperitivi la sera 🙂

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Ex Risaia di Bentivoglio, oggi oasi naturalistica

Un tempo avevo molto bisogno degli altri per fare le cose, o avrei forse usato come giustificazione il fatto che se non importava al padrone di casa, perché la fatica l’avrei dovuta fare io? Ecco, la differenza sta lì. Nel non concepire come fatica ciò che può migliorare l’ambiente intorno a me. Sento molta corrispondenza tra ma me dentro e ciò che mi circonda. Ho bisogno di armonia. Di bellezza. E di avere una parte attiva in tutto questo.

Sono elettrizzata all’idea di vedere che ne sarà di questi semi, se germoglieranno e quanti, e come saranno i fiori, di che colore, quanto alti, che effetto daranno al giardino. Mi sento veramente contenta.

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